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	<title>restauro &#8211; Antiquariato Online</title>
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	<description>Notizie e oggetti di antiquariato nel web</description>
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	<title>restauro &#8211; Antiquariato Online</title>
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		<title>Restauro quadro gravemente danneggiato</title>
		<link>http://www.antiquariatomagazine.it/restauro-quadro-gravemente-danneggiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 16:42:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antichità]]></category>
		<category><![CDATA[Dipinti antichi]]></category>
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		<category><![CDATA[Restauro dipinti]]></category>
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					<description><![CDATA[&#200; arrivato in laboratorio il mese scorso un&#160;malato veramente grave, un&#160;quadro antico:&#160;Il&#160;ritratto del giovane uomo&#160;francese o spagnolo (a giudicare dal colletto della camicia!)&#160;presentava una lacerazione multipla con sfilacciature della tela&#160;proprio sul volto del nostro gentiluomo. Il dipinto da restaurare mi &#232; pervenuto con una vecchia foderatura con un telaio non consono; inoltre, si capisce anche&#8230; <a class="more-link" href="http://www.antiquariatomagazine.it/restauro-quadro-gravemente-danneggiato/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Restauro quadro gravemente danneggiato</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-1-825x510-300x185.jpg" alt="restauro-quadro-danneggiato-1-825x510" width="300" height="185" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-1-825x510-300x185.jpg 300w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/restauro-quadro-danneggiato-1-825x510-768x475.jpg 768w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/restauro-quadro-danneggiato-1-825x510.jpg 825w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px">&Egrave; arrivato in laboratorio il mese scorso un&nbsp;malato veramente grave, un&nbsp;<a href="http://www.ghilli.it/c/quadri/" target="_blank">quadro antico</a>:&nbsp;<strong>Il&nbsp;ritratto del giovane uomo&nbsp;francese o spagnolo</strong> (a giudicare dal colletto della camicia!)&nbsp;presentava una lacerazione multipla con sfilacciature della tela&nbsp;proprio sul volto del nostro gentiluomo.<br />
Il <a href="http://www.restauroquadri.net/" target="_blank">dipinto da restaurare</a> mi &egrave; pervenuto con una vecchia foderatura con un telaio non consono; inoltre, si capisce anche a occhio nudo, il quadro nasce come ovale ma ne &egrave; stata poi modificata la dimensione nel tempo.&nbsp;Il primo lavoro &egrave; il consolidamento dell&rsquo;opera.&nbsp;In questo caso l&rsquo;unica operazione da fare &egrave; una foderatura doppia.&nbsp;Una volta ben consolidato il supporto con un nuovo telaio idoneo con chiavi, procediamo con la fase di pulitura, dove emerge un&nbsp;film-pittorico&nbsp;completamente diverso.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-2-768x1024-225x300.jpg" alt="restauro-quadro-danneggiato-2-768x1024" width="225" height="300" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-2-768x1024-225x300.jpg 225w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/restauro-quadro-danneggiato-2-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px">Dalla&nbsp;prova di pulitura&nbsp;&egrave; evidente, come la patina gialla della vecchia vernice e lo sporco da inquinamento,&nbsp;abbiano appiattito e reso meno plastica la figura. Sono emersi anche dettagli che prima non si notavano: ad esempio il ricamo sul colletto della camicia o i boccoli dei capelli del nostro protagonista.&nbsp;Una volta finita la fase di pulitura, si iniziano a stuccare tutte le parti con mancanza di film-pittorico, cercando di riprodurre la stessa rugosit&agrave; superficiale originale. Poi si eseguono i&nbsp;primi ritocchi a tempera e una volta finiti si&nbsp;vernicia&nbsp;il dipinto.&nbsp;A questo punto la fase finale di ritocchi a vernice al cavalletto.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-3-768x1024-225x300.jpg" alt="restauro-quadro-danneggiato-3-768x1024" width="225" height="300" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-3-768x1024-225x300.jpg 225w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/restauro-quadro-danneggiato-3-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px"></p>
<p>Ed ecco il nostro protagonista completamente rinato!<br /><em>Pronto per il suo ruolo di ammaliatore, appeso su una parete di un caldo salotto per contribuire ad arredare una bella casa.</em></p>
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		<title>La battaglia contro i tarli</title>
		<link>http://www.antiquariatomagazine.it/la-battaglia-contro-i-tarli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 10:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[restauro]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro mobili antichi]]></category>
		<category><![CDATA[tarli]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;avvicinarsi della stagione calda si pu&#242; ripresentare il fastidioso problema dei tarli, questi piccoli parassiti che si nutrono delle essenze lignee dei nostri mobili antichi, indebolendone le strutture fino al limite estremo di comprometterne la stabilit&#224; o la resistenza. Cosa fare? Quella contro i tarli &#232; una guerra e come tale &#232; composta da&#8230; <a class="more-link" href="http://www.antiquariatomagazine.it/la-battaglia-contro-i-tarli/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">La battaglia contro i tarli</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/04/Anobium_punctatum01-300x221.jpg" alt="Anobium_punctatum01" width="300" height="221" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/04/Anobium_punctatum01-300x221.jpg 300w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/04/Anobium_punctatum01-768x567.jpg 768w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/04/Anobium_punctatum01-1024x756.jpg 1024w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/04/Anobium_punctatum01.jpg 1194w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px">Con l&rsquo;avvicinarsi della stagione calda si pu&ograve; ripresentare il fastidioso problema dei tarli, questi piccoli parassiti che si nutrono delle essenze lignee dei nostri <a href="http://www.ghilli.it/c/mobili/">mobili antichi</a>, indebolendone le strutture fino al limite estremo di comprometterne la stabilit&agrave; o la resistenza.</span></p>
<p><span>Cosa fare? Quella contro i tarli &egrave; una guerra e come tale &egrave; composta da diverse battaglie:</span></p>
<ol>
<li><span>Una continua e attenta ricognizione dei nostri arredi &egrave; la prima azione da mettere in pratica; &egrave; inutile disinfestare laddove non sono manifesti i segni della presenza degli insetti. I campanelli d&rsquo;allarme pi&ugrave; evidenti sono le montagnette di farina di segatura, di polvere di legno che si accumulano in prossimit&agrave; dei forellini del legno. &nbsp;I tarli infatti scavano delle gallerie all&rsquo;interno del legno, il cui diametro varia in relazione alla dimensione dell&rsquo;insetto. &nbsp;Quando arrivano in superficie danno luogo ai caratteristici cumuli di polvere di legno</span><b>. Attenzione: </b><span>questi segnali sono da considerarsi allarmanti se e solo se il legname in questione &egrave; fermo da tempo; infatti se agitiamo o movimentiamo un vecchio legno tarlato non faremo altro che fare uscire dalle gallerie la vecchia polvere, ma non &egrave; detto che vi sia presente l&rsquo;insetto.</span></li>
<li><span>Una volta sospettata la presenza dei tarli abbiamo da scegliere tra diverse modalit&agrave; di attacco; per semplicit&agrave; esecutiva vogliamo qui considerare solamente due strategie: quella </span><b>localizzata</b><span> e quella </span><b>volumetrica. </b><span><span>La prima &egrave; consigliata per piccole superfici o piccoli oggetti in corrispondenza di un numero limitato di forellini. Bisogna comperare in colorificio un a</span></span><span>pposito liquido antitarlo e con una siringa iniettarlo forellino per forellino; finita questa operazione, bisogna chiudere accuratamente tutti i forellini trattati con della cera solida, in modo tale da creare una sorta di tappo per il veleno iniettato e per poter controllare in futuro la presenza di nuovi forellini. La seconda modalit&agrave;, invece, viene considerata laddove l&rsquo;infestazione &egrave; molto estesa e risulterebbe quindi impossibile un intervento localizzato. Si devono riunire gli arredi da sottoporre al trattamento in un locale che va debitamente sigillato con del nastro di carta in corrispondenza degli stipiti dei serramenti, quindi si acquista in colorificio una bombola di gas antitarlo ad erogazione spontanea, la si attiva e si esce dal locale sigillandone la porta. Dopo poche ore secondo le istruzioni del prodottosi da aria al locale e si presta attenzione alla presenza di eventuali insetti morti (cos&igrave; conosciamo il nostro nemico!)</span></li>
<li><span>La terza fase &egrave; di fondamentale importanza, perch&eacute; consiste nel ripetere il trattamento a distanza di 15 giorni dal primo; questo perch&eacute;, se all&rsquo;epoca del primo trattamento c&rsquo;era presente qualche larva all&rsquo;interno delle gallerie, questa &egrave; sopravvissuta indenne all&rsquo;azione del veleno e dopo due settimane pu&ograve; essere in piena attivit&agrave; all&rsquo;interno del nostro arredo, per cui ripetendo l&rsquo;operazione avremo maggiori probabilit&agrave; di successo.&nbsp;</span><span>L&rsquo;ultima operazione coincide con la prima e si riassume con una continua sorveglianza degli arredi particolarmente nei mesi caldi. Se i trattamenti applicati non dessero risultati positivi, Vi suggeriamo allora di rivolgerVi ad un <a href="http://www.ghilli.it/servizi/restauro-mobili-antichi/">restauratore esperto</a>.</span></li>
</ol>
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		<title>Scoperte da puliture di quadri</title>
		<link>http://antiquariatomagazine.it/scoperte-da-puliture-di-quadri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 23:18:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antichità]]></category>
		<category><![CDATA[madonna penitente]]></category>
		<category><![CDATA[quadri]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro dipinti]]></category>
		<category><![CDATA[scoperte]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni tanto capitava che venissero restaurati, o addirittura fatte delle aggiunte a dei dipinti, a seconda delle preferenze del cliente. Anni fa&#8217; ci &#232; capitato che restaurando un dipinto, ovvero con puliture approfondite e indagini, scoprimmo la realt&#224; di un&#8217;opera. La restauratrice di quadri Isabella Danesini della nostra galleria Ghilli Antichit&#224; racconta: &#8220;mi capit&#242; di&#8230; <a class="more-link" href="http://antiquariatomagazine.it/scoperte-da-puliture-di-quadri/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Scoperte da puliture di quadri</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://new.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/01/la-maddalena-penitente-219x300.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://new.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/01/la-maddalena-penitente-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300"></a>Ogni tanto capitava che venissero restaurati, o addirittura fatte delle aggiunte a dei dipinti, a seconda delle preferenze del cliente. Anni fa&rsquo; ci &egrave; capitato che restaurando un dipinto, ovvero con puliture approfondite e indagini, scoprimmo la realt&agrave; di un&rsquo;opera.</p>
<p><strong>La restauratrice di quadri Isabella Danesini</strong> della nostra galleria <strong>Ghilli Antichit&agrave;</strong> racconta: &ldquo;mi capit&ograve; di restaurare una <span><em>Madonna penitente seicentesca</em></span> ed era particolare perch&egrave; io e il cliente nutrivamo dei sospetti su dei rifacimenti del quadro. Questa si presentava come una donna a mezzobusto, con una scollatura molto provocante, ma coperta da un velo e alla base della tela si trovavano dei fiori; con delle prove di pulitura i sospetti si mostrarono sempre pi&ugrave; evidenti e cos&igrave; decidemmo di fare una <em>ricerca scientifica tramite una riflettografia</em> (un modo, attraverso dei raggi, per vedere se sotto al dipinto ci fossero altre raffigurazioni). Si verific&ograve; dall&rsquo;indagine che <strong>il dipinto non era come appariva</strong>, ma sotto vi erano pure altri particolari: originariamente il velo non c&rsquo;era, quindi la donna aveva i seni scoperti, e dietro i fiori si vedeva il disegno di una clessidra, indice del tempo che passa, e un teschio; cos&igrave; questi sono i simboli della Madonna penitente&rdquo;.</p>
<p>Dunque &egrave; importante pulire e controllare bene i proprio quadri, che possono magari nasconderci delle immagini e significati diversi; <em>per puliture, consigli ed altro rivolgetevi pure a noi, contattando il numero </em><strong>0270635993</strong><em> oppure per mail <strong>info@ghilli.it</strong>.</em></p>
<p><strong>Ogni tela nasconde una storia, ma sar&agrave; quella vera? Scopriamolo insieme!!</strong></p>
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