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	<title>milano &#8211; Antiquariato Online</title>
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	<description>Notizie e oggetti di antiquariato nel web</description>
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	<title>milano &#8211; Antiquariato Online</title>
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		<title>Boulle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 08:30:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con questo termine, “baulle”, si designa una tecnica d’intarsio basata sull’accoppiamento a contrasto tra l’ottone dorato e la tartaruga, inventato in Italia nel secolo X, ma che ormai è denominata impropriamente stile Boulle o intarsio alla Boulle dal nome dell’omonimo ébéniste di Luigi XIV (nomina avvenuta nel 1672) che la portò a livelli di insuperata&#8230; <a class="more-link" href="http://www.antiquariatomagazine.it/boulle/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Boulle</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/Boulle-300x224.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/Boulle-300x224.jpg 300w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/Boulle.jpg 605w" alt="Boulle" width="300" height="224" />Con questo termine, “baulle”, si designa una<em> tecnica d’intarsio basata sull’accoppiamento a contrasto tra l’ottone dorato e la tartaruga</em>, inventato in Italia nel secolo X, ma che ormai è denominata impropriamente <strong>stile Boulle o intarsio alla Boulle</strong> dal nome dell’omonimo ébéniste di Luigi XIV (nomina avvenuta nel 1672) che la portò a livelli di insuperata perfezione esecutiva. La tecnica consisteva nell’<em>incidere raffigurazioni ornamentali su due fogli incollati fra loro di uguale spessore di ottone e tartaruga, indi nel ritagliare le ornamentazioni delineate e di staccare poi i due fogli.</em> Ricomponendo le ornamentazioni ritagliate in <b>ottone</b> sul fondo di <b>tartaruga</b>, si otteneva l’intarsio detto “prima parte”, con quelle in tartaruga sul fondo di ottone si aveva l’intarsio detto “controintarsio”.</p>
<p>Il successo di <b>A.C Boulle (1642-1723)</b> fu dovuto, oltre che alla sua abilità tecnica, alla simmetrica armonia con cui seppe servirsi degli intarsi, e alla fantasia delle sue ornamentazioni, al fascino della decorazione dei suoi mobili risiedeva anche nell’accortezza d’impiallacciare in ebano le parti non intarsiate e di aggiungere altre materie preziose (<b>madreperla, pietre dure, avorio</b>…) ed infine nel pregio delle parti in bronzo, spesso veri e propri pezzi di scultura. Tale successo si protrasse nel tempo grazie all’opera dei suoi due figlioli e proseguì per altri due secoli e non solo in Francia. L’aspetto meraviglioso di questi mobili spesso viene deturpato dal sollevamento delle lastre o degli intarsi in ottone a causa di una scarsa manutenzione che sostanzialmente consiste nel riposizionare correttamente gli elementi distaccati. La diversità dei materiali presenti (legno, ottone e tartaruga) reagisce in modo diverso alle sollecitazioni termiche o igroscopiche e pertanto per questi mobili viene richiesta una manutenzione accurata.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La lucidatura a tampone</title>
		<link>http://www.antiquariatomagazine.it/la-lucidatura-a-tampone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 08:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antichità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il classico sistema di lucidatura del legno con vernici alla gommalacca vanta un’origine abbastanza antica; infatti si ritiene che i primi lavori di tale natura siano stati eseguiti in Francia verso la metà del XVIII secolo. Da quell’epoca la verniciatura a tampone ha mantenuto la sua priorità rispetto a tutti gli altri sistemi esistenti nonostante&#8230; <a class="more-link" href="http://www.antiquariatomagazine.it/la-lucidatura-a-tampone/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">La lucidatura a tampone</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/lucidatura-a-tampone-300x225.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/lucidatura-a-tampone-300x225.jpg 300w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/lucidatura-a-tampone-768x576.jpg 768w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/lucidatura-a-tampone-1024x768.jpg 1024w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/lucidatura-a-tampone.jpg 1500w" alt="lucidatura-a-tampone" width="300" height="225" />Il classico sistema di lucidatura del legno con vernici alla gommalacca vanta un’origine abbastanza antica; infatti si ritiene che i primi lavori di tale natura siano stati eseguiti in Francia verso la metà del XVIII secolo. <em>Da quell’epoca la <b>verniciatura a tampone</b> ha mantenuto la sua priorità rispetto a tutti gli altri sistemi esistenti nonostante il sopravvento delle vernici cellulosiche più rapide e meno costose.</em></p>
<p>Il sistema di lucidatura a tampone, se eseguito a regola d’arte, è la finitura che in assoluto dà i risultati migliori in quanto conferisce agli oggetti uno spiccato splendore, una lucentezza del tutto particolare e nello stesso tempo promuove la formazione di una pellicola protettiva  abbastanza resistente all’usura e quindi di ottima durata. Applicato ai mobili tanto comuni che di lusso, ne aumenta assai il valore ed il pregio artistico facendo spiccare  e ravvivando la ricchezza delle tinte  ed il grazioso effetto delle marezzature dei legni di cui essi sono costituiti. Una corretta lucidatura richiede quindi dei tempi lunghi (tra le varie fasi della lucidatura bisogna lasciare il tempo alla vernice di essiccare) che possono arrivare anche a uno o due mesi prima di poter procedere alla finitura definitiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Antonio Vallardi editore</title>
		<link>http://www.antiquariatomagazine.it/antonio-vallardi-editore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 08:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antichità]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Vallardi editore]]></category>
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		<category><![CDATA[Vallardi]]></category>
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					<description><![CDATA[Inaugurata nel 1807 ad opera dell&#8217;architetto neoclassico Luigi Canonica, l&#8217;Arena della citt&#224; di Milano fu teatro di una serie innumerevole di spettacoli teatrali, naumachie, corse di cavalli, giochi pirotecnici e sportivi. Questa splendida litografia magistralmente acquerellata ritrae l&#8217;uscita del pubblico dalla Porta Trionfale al termine di uno spettacolo; quello che vogliamo evidenziare &#232; che questa&#8230; <a class="more-link" href="http://www.antiquariatomagazine.it/antonio-vallardi-editore/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Antonio Vallardi editore</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/Porta-Trionfale-dellArena-300x225.jpg" alt="Porta Trionfale dell'Arena" width="300" height="225" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/Porta-Trionfale-dellArena-300x225.jpg 300w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/Porta-Trionfale-dellArena-768x576.jpg 768w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/Porta-Trionfale-dellArena-1024x768.jpg 1024w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/Porta-Trionfale-dellArena.jpg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px">Inaugurata nel 1807 ad opera dell&rsquo;architetto neoclassico Luigi Canonica, <strong>l&rsquo;Arena della citt&agrave; di Milano</strong> fu teatro di una serie innumerevole di spettacoli teatrali, naumachie, corse di cavalli, giochi pirotecnici e sportivi. Questa splendida litografia magistralmente <em>acquerellata</em> ritrae l&rsquo;uscita del pubblico dalla Porta Trionfale al termine di uno spettacolo; quello che vogliamo evidenziare &egrave; che questa stampa venne edita e distribuita da uno dei maggiori editori milanesi. Sul retro infatti vi &egrave; l&rsquo;iscrizione <b>A. Vallardi, via S. Margherita 9 in Milano.</b></p>
<p>Vallardi fu uno dei maggiori editori e stampatori italiani nel corso di quasi due secoli. Nel 1819 alla morte di Pietro Vallardi, la moglie Giuseppina Radaelli ne continu&ograve; l&rsquo;attivit&agrave; specialmente per la vendita di stampe sacre. La aiut&ograve; il figlio Antonio Vallardi (nato nel 1813) che le succedette nel 1843 conservando il negozio in contrada Santa Margherita 1118 a Milano. La sede fu poi spostata in via Santa Margherita 9 avendo la ditta ampliato il commercio e la produzione di libri e stampe. Antonio Vallardi mor&igrave; nel 1876 lasciando la ditta ai figli Pietro e Giuseppe che nel 1884 si trasferirono in via Moscova 4d in un nuovo stabilimento che si specializz&ograve; nella produzione di libri e stampe per la scuola e l&rsquo;educazione dei giovani. Nel 1900 le oleografie venivano eseguite in via Moscova con la riproduzione dei disegni sulla pietra litografica e poi sullo zinco. Le oleografie riproducenti quadri storici sono databili tra il 1890 ed il 1900 ma rimasero in catalogo per diversi decenni. L&rsquo;altra specialit&agrave; dell&rsquo;Antonio Vallardi furono le carte murali scolastiche e le stampe didattiche. Nel 1908 fu edificata la nuova sede di via Stelvio 22 che fu distrutta nel 1943 durante un bombardamento e ricostruita nel 1948. Le oleografie di grande formato edite da Antonio Vallardi sono fra le pi&ugrave; originali prodotte in Italia e sicuramente ebbero una forte influenza sul gusto della oleografia perch&eacute; erano diffusissime nelle scuole e nei luoghi pubblici. I soggetti storici disponibili erano pi&ugrave; di venti, dai lontani episodi della storia d&rsquo;Italia come &lsquo;La battaglia di Legnano&rsquo; o &lsquo;La morte di Ferruccio&rsquo; a quelli del Risorgimento e delle imprese di Garibaldi; si aggiunsero poi le battaglie delle campagne d&rsquo;Africa. Molto popolari furono pure le oleografie tratte dai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Il nome dell&rsquo;oleografo Malinverni figura sulla maggior parte dei fogli editi da&nbsp;Vallardi.</p>
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		<title>La lucidatura a cera</title>
		<link>http://www.antiquariatomagazine.it/la-lucidatura-a-cera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 07:33:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antichità]]></category>
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					<description><![CDATA[La lucidatura a cera ha un&#8217;origine molto antica; &#232; un tipo di finitura che si utilizza in determinati casi partendo dalla levigazione perfetta delle superfici legnose.&#160;A seconda della natura delle superfici, si proceder&#224; alla stesura dell&#8217;encaustico con un pennello in corrispondenza degli intagli piuttosto che con un panno nel caso di superfici&#160; lisce.&#160; La buona&#8230; <a class="more-link" href="http://www.antiquariatomagazine.it/la-lucidatura-a-cera/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">La lucidatura a cera</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/lucidatura-a-cera-300x225.jpg" alt="lucidatura-a-cera" width="300" height="225" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/lucidatura-a-cera-300x225.jpg 300w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/lucidatura-a-cera-768x576.jpg 768w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/lucidatura-a-cera-1024x768.jpg 1024w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/lucidatura-a-cera.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px"><span><strong>La lucidatura a cera</strong></span> ha un&rsquo;origine molto antica; &egrave; un tipo di finitura che si utilizza in determinati casi partendo dalla levigazione perfetta delle superfici legnose.&nbsp;A seconda della natura delle superfici, si proceder&agrave; alla stesura dell&rsquo;encaustico con un pennello in corrispondenza degli intagli piuttosto che con un panno nel caso di superfici&nbsp; lisce.&nbsp; La buona norma consiglia di incrociare sempre la passata per facilitare la penetrazione della vernice nei pori.</p>
<p>Una volta spalmate tutte le superfici del mobile&nbsp; bisogna attendere l&rsquo;asciugatura, che per le cere ad essenza non deve essere inferiore alle 36 ore, dopo di che si procede alla lucidatura vera e propria con una pezzuola&nbsp; di lana che viene strofinata sino a che le superfici del mobile non assumono una brillantezza uniforme. In corrispondenza delle parti intagliate &egrave; bene aiutarsi con delle spazzole.</p>
<p><em>La lucidatura a cera, oltre ad essere un processo di finitura, rappresenta anche un&rsquo;importante azione manutentiva in quanto l&rsquo;emulsione applicata sul legno&nbsp; serve da una parte&nbsp; a ravvivare la vecchia vernice e contestualmente l&rsquo;attenzione rivolta all&rsquo;applicazione dell&rsquo;encaustico consente di evidenziare eventuali difetti del mobile.&nbsp;</em>Le cere da utilizzare possono essere animali, vegetali, minerali o sintetiche. Tra quelle animali la <b>cera d&rsquo;api</b> &egrave; la pi&ugrave; diffusa, &egrave; un prodotto di secrezione delle api disponibile in varie qualit&agrave; a seconda della zona di provenienza.</p>
<p>Le <b>cere vegetali </b>provengono dalle corteccie delle piante tra le quali ricordiamo la <b>cera</b> <b>carnauba </b>che proviene dalle foglie di una palma del Brasile (100 kg. di foglie danno 4,5 kg. di cera!) e la <b>cera di candelilla </b>che proviene da una pianta erbacea dell&rsquo;America Centrale.&nbsp;La maggior parte delle cere oggi in commercio sono di natura sintetica e prodotte in differenti colorazioni.</p>
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		<title>Restauro quadro gravemente danneggiato</title>
		<link>http://www.antiquariatomagazine.it/restauro-quadro-gravemente-danneggiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 16:42:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antichità]]></category>
		<category><![CDATA[Dipinti antichi]]></category>
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					<description><![CDATA[&#200; arrivato in laboratorio il mese scorso un&#160;malato veramente grave, un&#160;quadro antico:&#160;Il&#160;ritratto del giovane uomo&#160;francese o spagnolo (a giudicare dal colletto della camicia!)&#160;presentava una lacerazione multipla con sfilacciature della tela&#160;proprio sul volto del nostro gentiluomo. Il dipinto da restaurare mi &#232; pervenuto con una vecchia foderatura con un telaio non consono; inoltre, si capisce anche&#8230; <a class="more-link" href="http://www.antiquariatomagazine.it/restauro-quadro-gravemente-danneggiato/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Restauro quadro gravemente danneggiato</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-1-825x510-300x185.jpg" alt="restauro-quadro-danneggiato-1-825x510" width="300" height="185" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-1-825x510-300x185.jpg 300w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/restauro-quadro-danneggiato-1-825x510-768x475.jpg 768w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/restauro-quadro-danneggiato-1-825x510.jpg 825w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px">&Egrave; arrivato in laboratorio il mese scorso un&nbsp;malato veramente grave, un&nbsp;<a href="http://www.ghilli.it/c/quadri/" target="_blank">quadro antico</a>:&nbsp;<strong>Il&nbsp;ritratto del giovane uomo&nbsp;francese o spagnolo</strong> (a giudicare dal colletto della camicia!)&nbsp;presentava una lacerazione multipla con sfilacciature della tela&nbsp;proprio sul volto del nostro gentiluomo.<br />
Il <a href="http://www.restauroquadri.net/" target="_blank">dipinto da restaurare</a> mi &egrave; pervenuto con una vecchia foderatura con un telaio non consono; inoltre, si capisce anche a occhio nudo, il quadro nasce come ovale ma ne &egrave; stata poi modificata la dimensione nel tempo.&nbsp;Il primo lavoro &egrave; il consolidamento dell&rsquo;opera.&nbsp;In questo caso l&rsquo;unica operazione da fare &egrave; una foderatura doppia.&nbsp;Una volta ben consolidato il supporto con un nuovo telaio idoneo con chiavi, procediamo con la fase di pulitura, dove emerge un&nbsp;film-pittorico&nbsp;completamente diverso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-2-768x1024-225x300.jpg" alt="restauro-quadro-danneggiato-2-768x1024" width="225" height="300" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-2-768x1024-225x300.jpg 225w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/restauro-quadro-danneggiato-2-768x1024.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px">Dalla&nbsp;prova di pulitura&nbsp;&egrave; evidente, come la patina gialla della vecchia vernice e lo sporco da inquinamento,&nbsp;abbiano appiattito e reso meno plastica la figura. Sono emersi anche dettagli che prima non si notavano: ad esempio il ricamo sul colletto della camicia o i boccoli dei capelli del nostro protagonista.&nbsp;Una volta finita la fase di pulitura, si iniziano a stuccare tutte le parti con mancanza di film-pittorico, cercando di riprodurre la stessa rugosit&agrave; superficiale originale. Poi si eseguono i&nbsp;primi ritocchi a tempera e una volta finiti si&nbsp;vernicia&nbsp;il dipinto.&nbsp;A questo punto la fase finale di ritocchi a vernice al cavalletto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-3-768x1024-225x300.jpg" alt="restauro-quadro-danneggiato-3-768x1024" width="225" height="300" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/07/restauro-quadro-danneggiato-3-768x1024-225x300.jpg 225w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/06/restauro-quadro-danneggiato-3-768x1024.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px"></p>
<p>Ed ecco il nostro protagonista completamente rinato!<br /><em>Pronto per il suo ruolo di ammaliatore, appeso su una parete di un caldo salotto per contribuire ad arredare una bella casa.</em></p>
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		<title>I cammei</title>
		<link>http://www.antiquariatomagazine.it/i-cammei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2016 07:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antichità]]></category>
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		<category><![CDATA[milano]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cammeo o cameo &#232; un gioiello realizzato attraverso l&#8217;incisione di una pietra stratificata (tipicamente l&#8217;onice) o di una conchiglia, in particolare la Cypraecassis rufa, la Cassis madascarensis e la Cassis cornuta; queste conchiglie della famiglia della Cassis presentano la superficie costituita da due strati di colore distinti, il che permette di isolare nitidamente dal&#8230; <a class="more-link" href="http://www.antiquariatomagazine.it/i-cammei/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">I cammei</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/05/Profilo-di-doonna-i-conchiglia-300x225.jpg" alt="Profilo-di-doonna-i-conchiglia" width="300" height="225" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/05/Profilo-di-doonna-i-conchiglia-300x225.jpg 300w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/05/Profilo-di-doonna-i-conchiglia-768x576.jpg 768w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/05/Profilo-di-doonna-i-conchiglia-1024x768.jpg 1024w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/05/Profilo-di-doonna-i-conchiglia.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px"><span><em>Il <strong><a href="http://www.ghilli.it/pr/cammeo-in-conchiglia/">cammeo</a> o cameo</strong> &egrave; un gioiello realizzato attraverso l&rsquo;incisione di una pietra stratificata</em> </span>(tipicamente l&rsquo;onice) <span><em>o di una conchiglia</em></span>, in particolare la Cypraecassis rufa, la Cassis madascarensis e la Cassis cornuta; queste conchiglie della famiglia della Cassis presentano la superficie costituita da due strati di colore distinti, il che permette di isolare nitidamente dal fondo la figura in rilievo.&nbsp;Il termine deriva dal vocabolo arabo gama&rsquo;il (bocciolo di fiore), si &egrave; arrivati all&rsquo;odierno cammeo attraverso l&rsquo;antica denominazione francese camaheu.&nbsp;Nell&rsquo;arte antica ionica ed etrusca si realizzarono pietre dure che vengono considerate anticipatrici del cammeo, il cui utilizzo si diffuse a partire dall&rsquo;et&agrave; ellenistica. I primi cammei furono rintracciati nelle tombe di Crimea assieme alle monete di Lisimaco e risalirono al 281 a.C. &nbsp;Durante il Rinascimento italiano vari artisti, tra i quali il <em>Grechetto</em> si distinsero in questo settore e anche nei secoli seguenti la penisola mantenne la guida dell&rsquo;arte del cammeo.</p>
<p>Ancora oggi la lavorazione del cammeo si effettua artigianalmente. La prima fase della lavorazione consiste nella scelta della conchiglia adatta all&rsquo;incisione. Successivamente si passa alla scoppatura, ovvero al taglio della parte pi&ugrave; convessa della conchiglia, la &ldquo;coppa&rdquo;; mentre successivamente si procede alla segnatura e alla sagomatura del pezzo tagliato: all&rsquo;interno della coppa si tracciano i contorni dei cammei che si vogliono ricavare e si eliminano, tagliandole, le parti superflue.&nbsp;Infine si passa all&rsquo;aggarbatura, che consiste nel dare al pezzo la forma voluta (in genere ovale o tonda) utilizzando una mola speciale. A questo punto i pezzi ottenuti sono fissati su un fuso di legno con mastice caldo composto da pece greca, cera e scagliola.</p>
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		<title>Park Guell di Gaudì</title>
		<link>http://www.antiquariatomagazine.it/park-guell-di-gaudi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 11:30:52 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/03/park-guell-3-300x224.jpg" alt="park-guell-3" width="300" height="224" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/03/park-guell-3-300x224.jpg 300w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/03/park-guell-3.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px"><strong>Gaudi</strong> (1852-1926) fu il principale protagonista del <em>modernismo</em>. La sua personalit&agrave; pu&ograve; essere interpretata da un duplice punto di vista: da un lato, giustificandone la razionalit&agrave; tecnica con l&rsquo;eccezionale dominio delle forme e dei materiali, e dall&rsquo;altro, insistendo sul suo pensiero trascendente, che lo condusse a creare un&rsquo;opera piena di contenuti simbolici, in antitesi alle correnti dell&rsquo;architettura occidentale moderna. Gaudi si proponeva di fornire soluzioni pratiche come progettare viadotti e strade per i pedoni, ma, contemporaneamente, i risultati andavano ben oltre, con l&rsquo;aspirazione di giungere all&rsquo;opera d&rsquo;arte totale <span><em>rompendo il confine tra natura, o Creazione, e arte, intesa come produzione umana.</em></span>&nbsp;Guell comprese pi&ugrave; di ogni altro suo contemporaneo il senso dell&rsquo;architettura di Gaudi; per questo gli commission&ograve; nel <em>1900 il progetto di costruire un&rsquo;urbanizzazione per famiglie benestanti</em> in una zona che aveva acquistato nella zona conosciuta come &ldquo;montana Pelada&rdquo;. I lavori del Park Guell avanzarono a buon ritmo, ma Guell decise di bloccarli nel 1914; nel 1922 apr&igrave; come parco pubblico e nel 1984 venne dichiarato patrimonio dell&rsquo;umanit&agrave; dell&rsquo;UNESCO. E&rsquo; interessante notare come sono state effettuate molteplici interpretazioni all&rsquo;universo simbolico del Park Guell e <span><em>dei suoi rapporti con la Grecia classica, la tradizione cristiana e la Catalogna.</em></span></p>
<p><em>L&rsquo;icona del parco &egrave; la <strong>Salamandra</strong></em> sulla parte alta della scalinata del parco; serviva da scarico della cisterna situata sotto il mercato. E&rsquo; un elemento prefabbricato in mattoni, che una volta collocato al suo posto, venne rivestito da frammenti di <em>ceramica policromi</em>. Grazie alla sua forza iconografica, la Salamandra &egrave; divenuta la scultura pi&ugrave; nota del parco e di tutta la citt&agrave; di Barcellona.</p>
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		<title>L’ultimo simbolista: Wildt</title>
		<link>http://www.antiquariatomagazine.it/lultimo-simbolista-wildt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2016 13:07:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antichità]]></category>
		<category><![CDATA[città studi]]></category>
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					<description><![CDATA[La mostra alla Galleria d&#8217;Art Moderna di Milano termina oggi, 28 febbraio 2016. &#160;Qui vi sono 55 sculture in diversi materiali che seguono la crescita artistica del maestro milanese, caratterizzata dalle deformazioni della materia e da concetti immateriali. Il percorso espositivo presenta sculture di Wildt in marmo, gesso, bronzo ed &#232; centrato sulla resa plastica&#8230; <a class="more-link" href="http://www.antiquariatomagazine.it/lultimo-simbolista-wildt/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">L’ultimo simbolista: Wildt</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/03/wildt-300x178.jpg" alt="wildt" width="300" height="178" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/03/wildt-300x178.jpg 300w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/02/wildt.jpg 590w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px"><em>La mostra alla Galleria d&rsquo;Art Moderna di Milano</em> termina oggi, 28 febbraio 2016. &nbsp;Qui vi sono 55 <a href="http://www.ghilli.it/c/sculture/" target="_blank">sculture</a> in diversi materiali che seguono la crescita artistica del maestro milanese, caratterizzata dalle deformazioni della materia e da concetti immateriali. Il percorso espositivo presenta sculture di <strong>Wildt</strong> in marmo, gesso, bronzo ed &egrave; centrato sulla resa plastica e materiale di alcuni soggetti portanti della sua produzione, proposti in molti casi in pi&ugrave; versioni proprio per sottolineare la sua ricerca sugli effetti dei diversi materiali, ossessione di tutto il suo lavoro d&rsquo;artista.</p>
<p>Wilde (1868-1931) &egrave; cresciuto negli anni di diffusione del Liberty, &nbsp;prima, del Simbolismo, poi, ha saputo elaborare un linguaggio personalissimo dove l&rsquo;Espressionismo si mescola a reminiscenza dell&rsquo;arte antica, del Rinascimento, ma anche Neogotiche, per dare vita a potenti soluzioni formali che ne hanno determinato un successo di critica controverso. Si pu&ograve; dire, dunque, che l&rsquo;artista abbia personalizzato ed utilizzato una serie di movimenti artistici che lo hanno reso unico ed originale. La mostra alla Galleria d&rsquo;Arte Moderna di Milano si &egrave; tenuta dal 27 novembre 2015 al 20 febbraio 2016, dando, in questo modo, un&rsquo;occasione unica per riscoprire la <em>capacit&agrave; di Wildt di infondere forza e carattere ai soggetti sacri e profani attraverso un gioco di luci, ombre e volumi nel marmo, suo materiale di elezione.</em></p>
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		<title>L’Italia è protagonista assoluta per la difesa del patrimonio culturale mondiale</title>
		<link>http://www.antiquariatomagazine.it/litalia-e-protagonista-assoluta-per-la-difesa-del-patrimonio-culturale-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 11:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[città studi]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Italia &#232; protagonista in questa iniziativa per la difesa del patrimonio culturale internazionale nelle aree di crisi. L&#8217;intesa che &#232; stata stipulata il 16 febbraio 2016 tra Italia e UNESCO, va a focalizzare e a mettere ancor di pi&#249; in risalto il lavoro di recupero e di salvaguardia che la nostra nazione stava e sta&#8230; <a class="more-link" href="http://www.antiquariatomagazine.it/litalia-e-protagonista-assoluta-per-la-difesa-del-patrimonio-culturale-mondiale/">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">L’Italia è protagonista assoluta per la difesa del patrimonio culturale mondiale</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/03/difesa-del-patrimonio-culturale-300x150.jpg" alt="difesa del patrimonio culturale" width="300" height="150" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/03/difesa-del-patrimonio-culturale-300x150.jpg 300w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/02/difesa-del-patrimonio-culturale-50x25.jpg 50w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/02/difesa-del-patrimonio-culturale.jpg 318w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px"><em>L&rsquo;Italia &egrave; protagonista in questa iniziativa per la difesa del patrimonio culturale internazionale nelle aree di crisi.</em> L&rsquo;intesa che &egrave; stata stipulata il 16 febbraio 2016 tra Italia e UNESCO, va a focalizzare e a mettere ancor di pi&ugrave; in risalto il lavoro di recupero e di salvaguardia che la nostra nazione stava e sta facendo. Al momento l&rsquo;Italia &egrave; impegnata in pi&ugrave; di 170 missioni archeologiche, antropologiche ed etnologiche all&rsquo;estero. E&rsquo; dal 1969 che esiste un Comando di carabinieri che si occupa della tutela del patrimonio. Quarantasette anni di lavoro in questo settore che hanno portato molti frutti: sono state recuperate 135 mila reperti, arrestate 1639 persone e pi&ugrave; di 7 mila denunciate.</p>
<p>Saccheggi, distruzioni e scempi commessi ultimamente hanno portato l&rsquo;UNESCO ad adottare un&rsquo;apposita Dichiarazione riguardante la distruzione internazionale del patrimonio culturale, approvata a Parigi nel 2003. La Dichiarazione invita gli Stati a <span>lottare contro la distruzione internazionale del patrimonio culturale </span>tramite l&rsquo;adozione di appropriate misure legislative, amministrative, educative e tecniche.<em> Ma perch&egrave; vogliamo proteggere, con cos&igrave; tanto impegno, libri, monumenti e quant&rsquo;altro? A cosa ci pu&ograve; servire?</em> La risposta ci viene data dal Direttore Generale dell&rsquo;UNESCO, Irina Bokova: <em>&ldquo;Siamo qui con un senso di responsabilit&agrave;, con emozione e grande passione. I beni culturali non sono solo bellezza intrinseca, ma rappresentano quello che siamo, la nostra civilt&agrave;, la nostra identit&agrave;. E&rsquo; per questo che il terrorismo punta a danneggiare il patrimonio culturale: per colpire il cuore della civilt&agrave;. Proteggere questo&nbsp;&egrave; importante; una nazione resta viva quando la Cultura resta viva. <span>Dobbiamo mantenere viva la nostra cultura e quindi tutelare il nostro patrimonio, per essere un popolo&rdquo;.</span></em></p>
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		<title>“Venere che scherza con due colombe” di Hayez</title>
		<link>http://www.antiquariatomagazine.it/venere-che-scherza-con-due-colombe-di-hayez/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 13:46:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antichità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/03/venere-di-Hayez-217x300.jpg" alt="venere di Hayez" width="217" height="300" srcset="http://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2016/03/venere-di-Hayez-217x300.jpg 217w, http://www.antiquariatomagazine.it/wp-content/uploads/2016/02/venere-di-Hayez.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 217px) 100vw, 217px"><em>Alla sua comparsa all&rsquo;esposizione di Brera del 1830, la tela suscit&ograve; scandalo e foment&ograve; una veemente diatriba</em> tra il partito dei romantici, patrocinatori dell&rsquo;opera, e quello dei classicisti, indignati dall&rsquo;esibizione sfacciata e per giunta in primo piano, delle seducenti forme della modella, nonch&eacute; da un&rsquo;aderenza al vero che trascurava le esigenze del decoro e delle auree proporzioni. I glutei abbandonati e le cosce tornite risultavano eccessivi, disarmonici, caricaturali , volutamente volgari. Fu lo stesso Hayez, nelle <em>Memorie</em>, a sconfessare le critiche, asserendo che la colpa di tanta scabrosit&agrave; andava ascritta alla straordinaria abbondanza delle forme della ballerina Carlotta Chabert, amante del conte trentino Girolamo Malfatti, committente del dipinto, e non all&rsquo;artista, che si era limitato ad una trasposizione del vero. Un corpo languido, voluttuoso, morbido e procace: pi&ugrave; che una divinit&agrave; la <strong>&ldquo;Venere che scherza con du colombe&rdquo; di Hayez</strong> &egrave; una cortigiana dalle voglie inconfessabili e convulse.</p>
<p>Considerata un capolavoro della pittura ottocentesca, la Venere di Hayez &egrave; secondo la storia dell&rsquo;arte una tappa fondamentale nel superamento delle istanze neoclassiche. E&rsquo; un dipinto ad olio su tela di grandi dimensioni: 183&times;137 cm; &egrave; propriet&agrave; della fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto ed attualmente &egrave; esposta in Gallerie d&rsquo;Italia a Milano per la mostra di Hayez.</p>
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