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	<title>Comunicati stampa 2026 &#8211; Antiquariato Online</title>
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	<description>Notizie e oggetti di antiquariato nel web</description>
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	<title>Comunicati stampa 2026 &#8211; Antiquariato Online</title>
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		<title>CS 11 &#124; Tesori d’antiquariato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:54:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[I tesori di Pennabilli raccontati dagli antiquari Dalla Cina imperiale alle botteghe parigine, passando per mobili trasformabili, angoliere dipinte, piccole opere devozionali e un’insolita orchestra di ranocchie e i segreti del restauro  Pennabilli (RN) – Ci sono oggetti che raccontano storie di viaggi, incontri e trasformazioni. Alcuni hanno attraversato continenti prima di arrivare fino a&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-11-pennabilli-antiquariato-2026.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">CS 11 &#124; Tesori d’antiquariato</span></a>]]></description>
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<h2><b>I tesori di Pennabilli raccontati dagli antiquari</b></h2>
<h2><i><span>Dalla Cina imperiale alle botteghe parigine, passando per mobili trasformabili, angoliere dipinte, piccole opere devozionali e un’insolita orchestra di ranocchie e i segreti del restauro </span></i></h2>
<p><span>Pennabilli (RN)</span><span> – Ci sono oggetti che raccontano storie di viaggi, incontri e trasformazioni. Alcuni hanno attraversato continenti prima di arrivare fino a noi, altri nascondono funzioni inaspettate o testimoniano saperi artigianali oggi quasi scomparsi. Accanto agli antiquari, c’è poi chi lavora ogni giorno per conservare questo patrimonio e tramandarlo nel tempo. La terza puntata de </span><i><span>I tesori di Pennabilli raccontati dagli antiquari</span></i><span> accompagna i visitatori alla scoperta di alcune delle curiosità più sorprendenti presenti alla 55ª Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato. </span></p>
<h2><b>Un vaso nato in Cina e completato a Parigi</b></h2>
<p><b>Bonanomi Antiquario </b></p>
<p><span>Ci sono oggetti che sembrano raccontare il mondo intero. È il caso del raffinato vaso proposto da </span><b>Bonanomi Antiquario</b><span>, nato in Cina e trasformato in Francia prima di arrivare, quasi due secoli dopo, a Pennabilli.</span></p>
<p><span>La sua storia comincia in Oriente, dove viene realizzata la preziosa porcellana </span><b>Celadon</b><span>, tra le più apprezzate della tradizione cinese. Destinata all’esportazione verso l’Europa, la porcellana intraprende un lungo viaggio che la porta fino a Parigi, dove nella seconda metà dell’Ottocento viene impreziosita da una raffinata montatura in bronzo dorato.</span></p>
<p><span>È qui che nasce l’oggetto che vediamo oggi: non più soltanto una porcellana cinese e non ancora un manufatto francese, ma l’incontro tra due mondi, due tradizioni decorative e due modi diversi di intendere il lusso.</span></p>
<p><span>«È proprio questo che mi affascina», racconta l’antiquario. «Nasce in Cina ma trova la sua forma definitiva in Francia. È il risultato di due culture che si incontrano.»</span></p>
<p><span>Ritrovato in una residenza privata del bresciano, il vaso racconta una stagione in cui l’Europa guardava all’Oriente con meraviglia e collezionare significava spesso portare dentro casa un frammento di mondo lontano.</span></p>
<h2><b>La sedia che diventa tavolo</b></h2>
<p><b>Antiques Par Force</b></p>
<p><span>A prima vista sembra una semplice poltrona da scrittoio. Bastano però pochi secondi per scoprire che nasconde un segreto.</span></p>
<p><span>Proposta da </span><b>Antiques Par Force</b><span>, questa curiosa seduta toscana in ciliegio del primo decennio dell’Ottocento, con la sua pelle verde originale ancora perfettamente conservata, è in realtà un mobile trasformabile. Grazie a un ingegnoso sistema di guide e incastri, la poltrona ruota e si trasforma in un piccolo tavolo.</span></p>
<p><span>Un oggetto nato in piena epoca napoleonica, quando il gusto per la funzionalità e per le invenzioni meccaniche trovava spazio anche nell’arredo domestico.</span></p>
<p><span>«È uno di quei mobili che sorprendono ancora oggi», racconta l’antiquario. «Quando lo si vede trasformarsi, la prima reazione è sempre la stessa: stupore.»</span></p>
<p><span>Ad accrescerne il fascino contribuisce anche la provenienza, legata alla collezione della storica galleria romana di Franco Di Castro.</span></p>
<p><span>A portarlo a Pennabilli sono i giovani antiquari di </span><b>Antiques Par Force</b><span>, espressione di una nuova generazione che guarda all’antiquariato con curiosità e passione, dimostrando come questo mondo continui a rinnovarsi senza perdere il fascino della scoperta.</span></p>
<h2><b>Le angoliere della scuola di Camerino</b></h2>
<p><b>Antichità Mazzoli</b></p>
<p><span>Ci sono mobili che nascono per occupare uno spazio marginale della casa e finiscono per diventarne i protagonisti.</span></p>
<p><span>È il caso di questa coppia di angoliere laccate e dipinte della seconda metà del Settecento, proposta da </span><b>Antichità Mazzoli</b><span>. Provenienti dalle Marche, sono attribuite alla celebre </span><b>scuola di Camerino</b><span>, uno dei più importanti centri italiani per la produzione di mobili decorati.</span></p>
<p><span>Le angoliere sono state ritrovate dall’antiquaria in una casa nei pressi di Caprino Bergamasco, dove erano custodite da una famiglia che le aveva acquistate molti anni prima.</span></p>
<p><span>«Mi hanno colpito subito», racconta. «Non capita spesso di trovare una coppia così ben conservata e con una qualità decorativa di questo livello.»</span></p>
<p><span>Le delicate pitture e la qualità della laccatura raccontano una tradizione artigianale che raggiunse livelli altissimi, tanto che alla scuola di Camerino furono affidati anche importanti lavori per la Biblioteca Vaticana.</span></p>
<p><span>Un incontro fortunato che ha riportato alla luce due testimonianze di una delle più raffinate tradizioni decorative italiane.</span></p>
<h2><b>Una Natività in miniatura</b></h2>
<p><b>Santa Barbara Art Gallery</b></p>
<p><span>A volte le opere più piccole sono quelle che richiedono uno sguardo più attento.</span></p>
<p><span>È il caso di questa raffinata Natività toscana del XVII secolo proposta da </span><b>Santa Barbara Art Gallery</b><span>, custodita all’interno di una preziosa architettura in ebano arricchita da inserti di lapislazzuli e avorio.</span></p>
<p><span>Al centro della scena non c’è tanto l’evento sacro quanto il rapporto tra una madre e un figlio. Maria stringe il Bambino in una rappresentazione intima e raccolta, mentre San Giuseppe rimane sullo sfondo, presenza discreta ma vigile. L’attenzione sembra concentrarsi soprattutto sul gesto della cura, sulla tenerezza e sulla protezione.</span></p>
<p><span>Più che una semplice scena religiosa, l’opera appare come una piccola ode alla maternità. Un’immagine domestica e universale che riesce ancora oggi a parlare a chi la osserva, ben oltre il suo significato devozionale originario.</span></p>
<p><span>A rendere ancora più affascinante questo piccolo scrigno seicentesco contribuiscono i materiali preziosi e la raffinata esecuzione, testimonianza di una cultura artigianale capace di unire devozione, arte e sapienza tecnica.</span></p>
<h2><b>L’orchestra delle ranocchie</b></h2>
<p><b>Antichità Brandina</b></p>
<p><span>Tra i pezzi più curiosi presenti a Pennabilli Antiquariato c’è senza dubbio una piccola orchestra molto speciale.</span></p>
<p><span>I musicisti, però, non sono uomini. Sono ranocchie.</span></p>
<p><span>Proposto da </span><b>Antichità Brandina</b><span>, il gruppo è composto da una serie di porcellane ottocentesche di area austro-tedesca che raffigurano simpatiche rane intente a suonare diversi strumenti musicali. Un vero e proprio ensemble in miniatura, nato come raffinato soprammobile e destinato a portare nelle case un tocco di ironia e leggerezza.</span></p>
<p><span>«Sono oggetti che fanno sorridere appena li si vede», racconta l’antiquario. «E non è una qualità così comune.»</span></p>
<p><span>Provenienti da una famiglia di origine austro-tedesca legata a Rimini, queste porcellane trasformano un’orchestra in una piccola scena teatrale. Un esempio di quell’antiquariato curioso e sorprendente che riesce ancora oggi a conquistare anche chi non si considera un collezionista.</span></p>
<p><span>Perché, in fondo, il fascino dell’antiquariato non sta soltanto nella rarità o nel valore delle opere, ma anche nella capacità di continuare a stupire. Anche quando a farlo sono delle ranocchie musiciste.</span></p>
<h3><b>Il pronto soccorso delle opere d’arte</b></h3>
<p><b>Campagnola Restauro</b></p>
<p><span>Tra gli stand di Pennabilli Antiquariato c’è anche chi non espone opere da vendere, ma lavora perché possano continuare a raccontare la loro storia.</span></p>
<p><span>Da anni </span><b>Campagnola Restauro</b><span> affianca antiquari e collezionisti nelle principali mostre italiane, portando in fiera un servizio che la restauratrice definisce con un sorriso «un pronto soccorso delle opere d’arte».</span></p>
<p><span>Durante gli allestimenti e gli spostamenti può infatti capitare che un dipinto, una cornice o un oggetto antico subiscano piccoli danni. È in questi casi che interviene il laboratorio, pronto a effettuare restauri immediati e a mettere a disposizione sofisticate tecnologie diagnostiche capaci di indagare ciò che l’occhio non vede.</span></p>
<p><span>Lampade speciali, analisi dei materiali e strumenti scientifici aiutano infatti antiquari e collezionisti a conoscere meglio le opere, verificarne lo stato di conservazione e, in alcuni casi, supportarne l’attribuzione.</span></p>
<p><span>Un lavoro fatto di competenza, studio e passione, maturato in anni di esperienza e collaborazioni con il Ministero della Cultura. Tra i ricordi più emozionanti della restauratrice c’è il restauro del celebre </span><i><span>Ragazzo col berretto</span></i><span> di Van Gogh, eseguito in condizioni di massima sicurezza e sotto il microscopio.</span></p>
<p><span>«Ogni opera è un mondo da scoprire», racconta. «Prima ancora di restaurarla bisogna imparare ad ascoltarla.»</span></p>
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		<title>CS 10 &#124; Ultimi incontri di FUORI MOSTRA</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-10-pennabilli-antiquariato-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[PENNABILLI, SABATO 18 LUGLIO UNA GIORNATA TRA STORIA, SAPORI E PAESAGGI SONORI Prosegue il programma di FUORI MOSTRA con incontri dedicati alla memoria del Montefeltro, degustazioni itineranti e un’esperienza di ascolto immersiva all’Orto dei Frutti Dimenticati Pennabilli (RN) – Ultimi giorni per visitare la 55ª Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato di Pennabilli. Fino a domenica 19&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-10-pennabilli-antiquariato-2026.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">CS 10 &#124; Ultimi incontri di FUORI MOSTRA</span></a>]]></description>
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<h2 data-fontsize="28" data-lineheight="50.12px" class="fusion-responsive-typography-calculated"><b>PENNABILLI, SABATO 18 LUGLIO </b><b><br />
</b><b>UNA GIORNATA TRA STORIA, SAPORI </b><b>E PAESAGGI SONORI </b><b><br />
</b></h2>
<h3><i><span>Prosegue il programma di FUORI MOSTRA con incontri dedicati alla memoria del Montefeltro, degustazioni itineranti e un’esperienza di ascolto immersiva all’Orto dei Frutti Dimenticati </span></i></h3>
<p><span>Pennabilli (RN)</span> <span>– Ultimi giorni per visitare la 55ª Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato di Pennabilli. </span><b>Fino a domenica 19 luglio</b><span> il pubblico potrà scoprire gratuitamente la </span><b>mostra mercato, </b><span>aperta dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00 e il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00,</span> <span> e l’intero programma di </span><b>FUORI MOSTRA</b><span>, che arricchisce la manifestazione con esposizioni, incontri, degustazioni ed esperienze artistiche diffuse nel centro storico.</span></p>
<p><span>Dalle mostre dedicate a </span><b>Dario Fo</b><span>, </span><b>Ilario Fioravanti</b><span> e al </span><b>Gruppo ATENA</b><span> agli appuntamenti in calendario, </span><b>FUORI MOSTRA</b><span> invita a esplorare il territorio attraverso molteplici linguaggi e prospettive. </span><b>Sabato 18 luglio</b><span> il programma propone </span><b>tre iniziative</b><span> che raccontano il Montefeltro attraverso la storia custodita negli antichi statuti di una comunità, i sapori del territorio e i paesaggi sonori che trasformano la natura in esperienza artistica.</span></p>
<p><span>La giornata si apre alle </span><b>16.30 nella Sala Congressi del Vescovado</b><span> con un appuntamento dedicato alla memoria storica del territorio. La </span><b>Società di Studi Storici per il Montefeltro</b><span>, da oltre cinquant’anni punto di riferimento per la ricerca, la tutela e la divulgazione della storia locale, presenta il volume </span><i><span>Statuta et Ordinamenta Castrorum Pennę et Billorum</span></i><span>, curato da </span><b>Enrico Angiolini</b><span>, che raccoglie e restituisce alla comunità lo Statuto quattrocentesco di Pennabilli.</span></p>
<p><span>Redatto all’indomani della vittoria di </span><b>Federico da Montefeltro</b><span> su </span><b>Sigismondo Malatesta</b><span>, il documento rappresenta una fonte preziosa per comprendere il funzionamento del governo locale, dell’amministrazione e della giustizia nel Montefeltro tra Quattrocento e Cinquecento. Un testo fondamentale che torna oggi accessibile grazie a una nuova edizione promossa dalla Società di Studi Storici per il Montefeltro e realizzata con il sostegno dell’avvocato </span><b>Giuseppe Scassellati Sforzolini</b><span>, in memoria della madre </span><b>Vincenza Riccardi</b><span>.</span></p>
<p><span>Alle</span><b> 19.30</b><span> il centro storico diventa invece protagonista delle </span><b>Degustazioni Itineranti </b><span>curate dal </span><b>Gruppo ATENA</b><span>, un percorso tra vini e prodotti locali che accompagna visitatori e appassionati alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del territorio. L’iniziativa racconta anche il profondo legame tra Pennabilli Antiquariato e il territorio che la ospita. Fondato nel 1992 da</span><b> Ferruccio Giovannetti</b><span>, presidente di Pennabilli Antiquariato, il </span><b>Gruppo ATENA</b><span> è una realtà radicata nel Montefeltro che da oltre trent’anni si occupa di accoglienza e assistenza a persone in condizioni di fragilità, affiancando all’attività socio-sanitaria un costante impegno nella vita culturale e sociale della comunità. Un’occasione per conoscere il Montefeltro attraverso i suoi sapori, ma anche per riscoprire quel patrimonio di relazioni, solidarietà e partecipazione che contribuisce a definirne l’identità. </span></p>
<p><span>La giornata si conclude alle </span><b>20.30 all’Orto dei Frutti Dimenticati</b><span> con </span><b>Summer Sounds Good!</b><span>, appuntamento del progetto </span><b>Nature Quest</b><span>, promosso dall’Ente Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello e realizzato in collaborazione con </span><b>Associazione Culturale Ultimo Punto</b><span> nell’ambito di </span><b>Sonoria</b><span>.</span></p>
<p><span>La serata si apre con una sessione di ascolto immersiva che invita il pubblico a esplorare il mondo attraverso il suono. Grazie a un sistema di diffusione audio multicanale, gli spettatori saranno accompagnati in un viaggio tra ambienti naturali e paesaggi sonori lontani: dalla vocalizzazione delle rane ai silenzi dei borghi abbandonati, passando per ecosistemi e luoghi reinterpretati attraverso la sensibilità di compositori e artisti sonori contemporanei.</span></p>
<p><span>A seguire sarà proiettato il documentario </span><b>Dusk Chorus</b><span> di </span><b>Alessandro D’Emilia e David Monacchi</b><span>, dedicato al progetto internazionale </span><i><span>Fragments of Extinction</span></i><span>. Attraverso registrazioni tridimensionali realizzate nelle ultime foreste primarie equatoriali, il film conduce gli spettatori nel cuore di alcuni degli ecosistemi più ricchi di biodiversità del pianeta, offrendo un’esperienza di ascolto immersiva che diventa anche una riflessione sul rapporto tra esseri umani, ambiente naturale e crisi ecologica contemporanea.</span></p>
<p><span>Tre appuntamenti diversi tra loro, ma uniti da uno stesso filo conduttore: la volontà di raccontare il territorio attraverso prospettive differenti, mettendo in dialogo storia, cultura, paesaggio e ricerca contemporanea. È questa la vocazione di </span><b>FUORI MOSTRA</b><span>, il programma che affianca Pennabilli Antiquariato e che, attraverso incontri, esperienze e occasioni di approfondimento, contribuisce a valorizzare la ricchezza culturale del Montefeltro.</span></p>
</div>
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		<title>CS 09 &#124; Tesori d’antiquariato</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-9-pennabilli-antiquariato-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 15:14:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[I tesori di Pennabilli raccontati dagli antiquari Dall’affresco perduto di un palazzo distrutto dalla guerra a un’opera di Dario Fo, passando per la camelia di Coco Chanel e una porta del Seicento tornata a nuova vita Pennabilli (RN) – Dietro ogni oggetto antico si nasconde una storia. A volte è una vicenda di ricerca e&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-9-pennabilli-antiquariato-2026.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">CS 09 &#124; Tesori d’antiquariato</span></a>]]></description>
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<h2><b>I tesori di Pennabilli raccontati dagli antiquari</b></h2>
<h2><i><span>Dall’affresco perduto di un palazzo distrutto dalla guerra a un’opera di Dario Fo, passando per la camelia di Coco Chanel e una porta del Seicento tornata a nuova vita</span></i></h2>
<p><span>Pennabilli (RN)</span><span> – Dietro ogni oggetto antico si nasconde una storia. A volte è una vicenda di ricerca e scoperta, altre un incontro fortuito, un’eredità di famiglia o il legame con personaggi che hanno lasciato un segno nella storia dell’arte e della cultura. Con la seconda puntata de </span><i><span>I tesori di Pennabilli raccontati dagli antiquari</span></i><span> prosegue il viaggio tra alcuni dei pezzi più curiosi e affascinanti della 55ª Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato, attraverso i racconti di chi li ha scelti, studiati e portati a Pennabilli.</span></p>
<h2><b>Il dipinto che ha restituito la memoria di un palazzo perduto</b></h2>
<p><b>Porto di Anzio Antichità</b></p>
<p><span>A volte una scoperta comincia con una semplice scritta vergata a mano sul fondo di un disegno. È quello che è accaduto a </span><b>Pier Gabriele Vangelli de’ Cresci</b><span> di Porto di Anzio Antichità quando si è trovato davanti a un grande acquerello ottocentesco accompagnato da poche parole: </span><i><span>«eseguito in Pisa nel Palazzo dei Conti Alliata»</span></i><span>.</span></p>
<p><span>Un indizio sufficiente per accendere la curiosità di un antiquario, ma non per raccontare una storia.</span></p>
<p><span>Chi era l’autore? Cosa rappresentava davvero quell’opera? E soprattutto, che fine aveva fatto il palazzo citato nell’iscrizione?</span></p>
<p><span>Per trovare le risposte, Vangelli de’ Cresci ha deciso di avviare una vera e propria ricerca, coinvolgendo la storica dell’arte </span><b>Alessandra Imbellone</b><span>. Quello che sembrava un semplice studio preparatorio si è rivelato poco alla volta qualcosa di molto più importante.</span></p>
<p><span>Le ricerche hanno portato all’identificazione dell’autore, il pittore fiorentino </span><b>Paolo Sarti</b><span> (1794-1853), e del soggetto: la monumentale </span><i><span>Vittoria di Costantino contro Massenzio</span></i><span>, affresco realizzato intorno al 1850 per il Palazzo dei Conti Alliata di Pisa.</span></p>
<p><span>Ma il colpo di scena arriva alla fine dell’indagine.</span></p>
<p><span>Il palazzo, infatti, non esiste più. Distrutto nel secondo dopoguerra per fare spazio al nuovo Palazzo di Giustizia, sembrava aver portato con sé anche la memoria dell’affresco. Invece, grazie ad alcune fotografie realizzate nel 1948 dallo Studio Tortolini e conservate negli archivi della Soprintendenza, è stato possibile ritrovare le immagini dell’opera originale e confrontarle con il disegno oggi esposto a Pennabilli.</span></p>
<p><span>Così, quello che poteva apparire come un raffinato acquerello ottocentesco si è trasformato in qualcosa di più: una finestra aperta su un palazzo perduto, su un artista quasi dimenticato e su una pagina di storia cittadina riportata alla luce grazie alla tenacia di chi ha scelto di seguirne le tracce.</span></p>
<h2><b>Dario Fo tra mostra e collezionismo</b></h2>
<p><b>Andrea Mazzoldi – Il Mercante d’Arte</b></p>
<p><span>Nel programma </span><b>Fuori Mostra</b><span> di Pennabilli Antiquariato trova spazio anche la mostra dedicata al centenario della nascita di </span><b>Dario Fo</b><span>, che racconta il lato meno conosciuto del Premio Nobel: quello di pittore, illustratore e artista visivo.</span></p>
<p><span>E gli appassionati di Fo potranno imbattersi in una seconda curiosità anche tra gli stand della Mostra Mercato.</span></p>
<p><span>Nello spazio espositivo di </span><b>Andrea Mazzoldi</b><span> è infatti proposta un’opera proveniente dalla collezione di </span><b>Cesare Lisandria</b><span>, figura storica della promozione culturale italiana, organizzatore di mostre e per molti anni stretto collaboratore e amico personale dell’artista.</span></p>
<p><span>Si tratta di una vivace composizione popolata da cavalli in movimento, un soggetto che restituisce tutta l’energia e la libertà espressiva che caratterizzano il linguaggio figurativo di Fo. Nel corso degli anni Lisandria ha curato numerose iniziative dedicate al Premio Nobel e il loro rapporto professionale si è trasformato in una sincera amicizia. Non era raro che Fo donasse opere e disegni alle persone che gli erano più vicine: anche questo lavoro nasce da quella consuetudine e porta con sé una storia che va ben oltre il semplice valore collezionistico.</span></p>
<p><span>«Speriamo quasi di non venderla», racconta sorridendo Mazzoldi. Una battuta che lascia intuire il legame affettivo nato attorno a quest’opera, rimasta a lungo nello studio della moglie Valentina, grande appassionata di cavalli.</span></p>
<p><span>Così, accanto all’omaggio che Pennabilli dedica a Dario Fo nel centenario della sua nascita, i visitatori avranno anche l’occasione di scoprire un’opera acquistabile legata a una delle persone che ne hanno condiviso più da vicino il percorso umano e professionale.</span></p>
<h2><b>La camelia di Coco Chanel</b></h2>
<p><b>E.L.A. Antichità</b></p>
<p><span>Ci sono simboli che sopravvivono agli stilisti, alle mode e persino alle epoche. Per </span><b>Coco Chanel</b><span> era la camelia. Un fiore semplice, senza profumo, che la stilista francese trasformò in uno degli emblemi più riconoscibili della sua maison.</span></p>
<p><span>La leggenda racconta che Chanel se ne innamorò osservando le camelie appuntate sul costume della protagonista della </span><i><span>Dama delle Camelie</span></i><span>. Da allora quel fiore divenne una presenza costante nel suo universo creativo: comparve sugli abiti, nei ricami, nei gioielli e negli accessori, fino a trasformarsi in uno dei simboli più iconici della storia della moda.</span></p>
<p><span>Non era una scelta casuale. Chanel vedeva nella camelia un ideale di eleganza essenziale e senza tempo. Nel corso degli anni quel fiore è diventato il simbolo di una femminilità sofisticata ma indipendente, capace di affermarsi senza ostentazione.</span></p>
<p><span>A Pennabilli quella storia riaffiora attraverso una raffinata parure proposta da </span><b>E.L.A. Antichità</b><span>: anello e orecchini realizzati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta in oro e agata bianca. Un’interpretazione inconsueta della celebre camelia, resa ancora più preziosa dalla scelta di materiali nobili al posto della tradizionale bigiotteria.</span></p>
<p><span>«Mi piace perché racconta molto più di quello che sembra», spiega l’antiquario. «È un gioiello elegante, ma allo stesso tempo porta con sé tutto l’immaginario legato a Coco Chanel e a una femminilità che continua a parlare anche alle donne di oggi».</span></p>
<p><span>Una di quelle piccole meraviglie che difficilmente passano inosservate agli occhi di una donna: non solo un gioiello, ma un frammento di storia della moda da indossare.</span></p>
<h2><b>Quando una porta diventa un’opera d’arte</b></h2>
<p><b>Antichità Ceci Quinto</b></p>
<p><span>Non tutti i tesori dell’antiquariato nascono per essere esposti in una galleria o custoditi in una collezione. Alcuni sono stati creati per accompagnare la vita quotidiana e proprio per questo raccontano, forse meglio di altri, il gusto e l’immaginario di un’epoca.</span></p>
<p><span>È il caso di una porta decorata del Seicento proposta da </span><b>Antichità Ceci Quinto</b><span>, proveniente da un antico edificio di San Giuliano Mare. A renderla speciale non è soltanto l’età, ma la sorprendente decorazione pittorica che la trasforma in una sorta di quadro monumentale: figure di guerrieri, dettagli ornamentali e tracce di una storia lunga secoli.</span></p>
<p><span>Sopravvissuta ai cambiamenti dell’edificio che la ospitava e arrivata fino a noi in condizioni straordinariamente buone, la porta è stata oggetto di un attento intervento conservativo che ne ha preservato la materia originale.</span></p>
<p><span>Oggi non separa più una stanza dall’altra, ma continua a fare ciò che ha sempre fatto ogni buon oggetto antico: raccontare una storia. E ricordarci che anche gli elementi più comuni della vita quotidiana possono trasformarsi, con il passare del tempo, in autentiche opere d’arte.</span></p>
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		<title>CS 08 &#124; Tesori d’antiquariato</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-8-pennabilli-antiquariato-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 15:08:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[I tesori di Pennabilli raccontati dagli antiquari Dal bozzetto del capolavoro di Podesti alla scultura di Medardo Rosso, dalla veduta marina di William Callow a un raro organetto francese del 1816 Pennabilli (RN) – Mentre la 55ª Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato anima il centro storico di Pennabilli fino al 19 luglio, alcune delle opere esposte&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-8-pennabilli-antiquariato-2026.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">CS 08 &#124; Tesori d’antiquariato</span></a>]]></description>
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<h2><b>I tesori di Pennabilli raccontati dagli antiquari</b></h2>
<h2><i><span>Dal bozzetto del capolavoro di Podesti alla scultura di Medardo Rosso, dalla veduta marina di William Callow </span></i><i><span>a un raro organetto francese del 1816</span></i></h2>
<p><span>Pennabilli (RN)</span><span> – Mentre la 55ª Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato anima il centro storico di Pennabilli fino al 19 luglio, alcune delle opere esposte raccontano storie che vanno oltre il loro valore artistico. Sono le storie degli antiquari che le hanno scelte, studiate e portate in mostra.</span></p>
<p><span>Dal bozzetto preparatorio di un capolavoro di </span><b>Francesco Podesti</b><span> a una rara scultura di </span><b>Medardo Rosso</b><span> acquistata “in dieci secondi”, fino a una veduta marina firmata da </span><b>William Callow</b><span> e a un curioso </span><b>organetto francese</b><span> dei primi dell’Ottocento: quattro espositori raccontano il legame con le opere che hanno deciso di presentare al pubblico. </span></p>
<h3><b>Studio Fabrizio Pazzaglia e il laboratorio di un capolavoro</b></h3>
<p><span>Non sempre le opere raccontano soltanto il risultato finale. A volte permettono di entrare nel processo creativo che ha portato alla nascita di un capolavoro.</span></p>
<p><span>È il caso del bozzetto preparatorio del </span><i><span>Giuramento degli Anconitani</span></i><span> di Francesco Podesti, presentato da Studio Fabrizio Pazzaglia.</span></p>
<p><span>L’opera è legata a quello che viene considerato il capolavoro assoluto del pittore anconetano: il grande dipinto commissionato nel 1844 e completato nel 1855, oggi tra le opere simbolo della </span><b>Pinacoteca Civica Francesco Podesti di Ancona</b><span>. Con le sue dimensioni monumentali, il dipinto accoglie ancora oggi i visitatori all’ingresso del museo.</span></p>
<p><span>Il bozzetto conserva però qualcosa che l’opera definitiva non può più mostrare: il momento in cui l’artista stava ancora costruendo la composizione e definendo la scena.</span></p>
<p><span>«È molto interessante osservare le differenze rispetto al dipinto finale», spiega Fabrizio Pazzaglia. «Alcune figure cambiano posizione, alcuni gesti vengono modificati. Si possono vedere i ripensamenti dell’artista e il percorso che lo ha portato alla versione definitiva».</span></p>
<p><span>Più che uno studio preparatorio, il bozzetto diventa così una finestra aperta sul lavoro di Podesti. Permette di osservare da vicino il processo creativo di uno dei maggiori pittori dell’Ottocento italiano e di seguire la nascita di un’immagine destinata a entrare nella storia dell’arte.</span></p>
<h3><b>Emo Antinori e il colpo di fulmine per Medardo Rosso</b></h3>
<p><span>«Quando l’ho vista ci ho messo dieci secondi a comprarla. Ho solo voluto verificare che potessi permettermela».</span></p>
<p><span>A raccontarlo è Emo Antinori di </span><b>Umbria Artis</b><span>, vincitore del Premio Ricciolo Biondo e tra gli antiquari più stimati del settore. Il protagonista di questo incontro fulminante è una scultura di Medardo Rosso, uno dei grandi innovatori della scultura europea tra Otto e Novecento.</span></p>
<p><span>La sorpresa è che, fino a quel momento, Antinori conosceva poco l’artista. «È stato un incontro assolutamente di pancia, istintivo. Solo dopo ho iniziato a leggere e documentarmi».</span></p>
<p><span>Nato a Torino nel 1858, </span><b>Medardo Rosso</b><span> sviluppò una ricerca rivoluzionaria che trasformò il modo di concepire la scultura. L’opera presentata da Umbria Artis appartiene alla celebre serie della </span><i><span>Vecchia</span></i><span>, uno dei soggetti più noti dell’artista e uno dei momenti più intensi della sua produzione.</span></p>
<p><span>Ciò che continua ad affascinare Antinori è soprattutto il modo in cui Rosso utilizza la luce. Per lo scultore non era un elemento esterno all’opera, ma parte integrante del processo creativo. Le sue sculture, realizzate in materiali come cera e gesso, mutano continuamente aspetto attraverso ombre, riflessi e trasparenze.</span></p>
<p><span>«La luce crea effetti cromatici, chiaroscuri e zone d’ombra che cambiano continuamente la percezione dell’opera. Trovo questa scultura affascinantissima».</span></p>
<p><span>A distanza di tempo, il ricordo più vivido resta quello del primo incontro. Dieci secondi appena. Il tempo necessario perché una scultura trovasse il suo antiquario.</span></p>
<h3><b>Antichità Messeri e una veduta marina di William Callow</b></h3>
<p><span>Ci sono opere che colpiscono immediatamente per la loro qualità, ancora prima che si inizi ad approfondirne la storia. È il caso della veduta marina firmata da William Callow che Antichità Messeri presenta alla mostra di Pennabilli.</span></p>
<p><span>«La prima cosa che mi ha colpito è stata la qualità del dipinto», racconta l’antiquaria. «Poi ho approfondito la figura dell’artista e la sua storia».</span></p>
<p><b>William Callow</b><span> (1812-1908) fu uno dei più apprezzati pittori e acquerellisti inglesi dell’Ottocento. Viaggiò e lavorò in diversi Paesi europei e annoverò tra i suoi committenti alcune delle più importanti famiglie aristocratiche del tempo, tra cui Luigi Filippo I di Francia e il Duca di Nemours.</span></p>
<p><span>L’opera esposta a Pennabilli è particolarmente interessante perché si tratta di un dipinto a olio, tecnica meno frequente rispetto agli acquerelli che hanno reso celebre l’artista. La scena raffigura un tratto di mare animato da imbarcazioni a vela che avanzano sotto un cielo luminoso, con la costa che si profila all’orizzonte.</span></p>
<p><span>Siamo nel pieno della sensibilità romantica dell’Ottocento, dove la natura diventa protagonista. Il mare, il vento e la luce dominano la composizione, mentre la presenza umana rimane sullo sfondo.</span></p>
<p><span>«Gli acquerellisti sono pittori straordinari», osserva l’antiquaria. «Con l’acquerello non si può sbagliare: ogni segno deve essere definitivo». Una sensibilità che sembra emergere anche in questo dipinto, capace di restituire tutta la forza evocativa del paesaggio marino.</span></p>
<h3><b>Lucio Boni Antiquariato e le melodie della Provenza</b></h3>
<p><span>Tra dipinti, sculture e bozzetti preparatori, la mostra riserva spazio anche a oggetti curiosi e insoliti, capaci di raccontare aspetti meno noti della vita quotidiana del passato.</span></p>
<p><span>È il caso di un raro organetto francese datato 1816, presentato da Lucio Boni Antiquariato. Proveniente dalla Provenza e realizzato in legno di noce, lo strumento conserva ancora al suo interno le indicazioni delle melodie che accompagnavano i momenti di svago nelle case dell’epoca.</span></p>
<p><span>Più che un semplice oggetto da collezione, è una testimonianza della cultura domestica europea dei primi decenni dell’Ottocento, quando la musica entrava nelle abitazioni attraverso raffinati meccanismi azionati manualmente e piccoli strumenti destinati all’uso privato.</span></p>
<p><span>«È un oggetto molto raro», racconta l’antiquario mostrando le iscrizioni originali e i dettagli ancora conservati all’interno dello strumento.</span></p>
<p><span>Un piccolo scrigno sonoro che attraversa oltre due secoli di storia e restituisce il fascino di un tempo in cui la musica era parte integrante della vita quotidiana e dell’intrattenimento domestico.</span></p>
<p><span>Quattro opere molto diverse tra loro. Quattro storie che raccontano altrettanti modi di guardare all’arte e all’antiquariato: la ricerca che si nasconde dietro un capolavoro, l’emozione di un incontro inatteso, la capacità di riconoscere la qualità di un’opera al primo sguardo e il fascino degli oggetti che conservano ancora la memoria del loro tempo.</span></p>
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		<title>CS 07 &#124; Habitat. Altri sguardi sull’Antropocene</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-7-pennabilli-antiquariato-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[HABITAT: ALTRI SGUARDI SULL’ANTROPOCENE Al MUSSS – Museo Naturalistico di Pennabilli la ricerca di Gola Hundun tra arte, biodiversità e relazioni interspecie  Mostra e libro-opera per FUORI MOSTRA, il programma culturale di Pennabilli Antiquariato.  Pennabilli (RN) – Promossa nell’ambito di FUORI MOSTRA, il programma culturale che accompagna la 55ª Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato di Pennabilli,&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-7-pennabilli-antiquariato-2026.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">CS 07 &#124; Habitat. Altri sguardi sull’Antropocene</span></a>]]></description>
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<h1><b>HABITAT:</b><b><br />
</b><b>ALTRI SGUARDI SULL’ANTROPOCENE</b></h1>
<h2><b>Al MUSSS – Museo Naturalistico di Pennabilli </b><b><br />
</b><b>la ricerca di Gola Hundun tra arte, biodiversità e relazioni interspecie </b></h2>
<h2><i><span>Mostra e libro-opera per FUORI MOSTRA, il programma culturale di Pennabilli Antiquariato. </span></i></h2>
<p><i><span>Pennabilli (RN)</span></i><span> – Promossa nell’ambito di </span><b>FUORI MOSTRA</b><span>, il programma culturale che accompagna la </span><b>55ª Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato di Pennabilli</b><span>, </span><i><span>Habitat. Altri sguardi sull’Antropocene</span></i><span> nasce dalla collaborazione tra </span><b>Pennabilli Antiquariato, Chiocciola la casa del nomade, MUSSS – Museo Naturalistico del Sasso Simone e Simoncello </b><span>e</span><b> Associazione START</b><span>, con la curatela di </span><b>Gian Guido Grassi</b><span>. Un progetto che prende forma da una rete di relazioni culturali che negli anni ha fatto di Pennabilli un luogo di incontro tra arte, ricerca ambientale, patrimonio e comunità.</span></p>
<p><span>Per l’artista </span><b>Gola Hundun</b><span>, che ha scelto Pennabilli, paese del Montefeltro al confine tra Emilia-Romagna, Marche e Repubblica di San Marino, come luogo di vita e di lavoro, la mostra rappresenta anche l’occasione per condividere con il proprio territorio una ricerca sviluppata negli anni tra arte, ecologia e osservazione del paesaggio.</span></p>
<p><span>Allestita all’interno del MUSSS – Museo Naturalistico del Sasso Simone e Simoncello, </span><i><span>Habitat </span></i><b>trasforma il museo in un ecosistema espositivo</b><span> in cui opere d’arte, reperti naturalistici e collezioni scientifiche condividono lo stesso spazio. Fotografie, materiali di ricerca, frammenti di opere e un </span><b>intervento site specific </b><span>dialogano con il percorso permanente del museo, costruendo una narrazione nella quale arte e scienza osservano il mondo da prospettive differenti ma complementari.</span></p>
<p><span>Nato per conservare, classificare e interpretare la biodiversità, il museo diventa il luogo in cui la ricerca di Gola Hundun trova una naturale estensione. I reperti raccontano l’evoluzione della vita attraverso il linguaggio della scienza; le opere ne restituiscono una lettura poetica, evocando relazioni, trasformazioni e possibilità di coesistenza. L’intero </span><b>percorso si configura così come un unico ecosistema espositivo,</b><span> nel quale ogni elemento contribuisce a costruire un diverso sguardo sul vivente.</span></p>
<p><span>“</span><i><span>Il progetto Habitat, da cui la mostra prende forma – </span></i><span>spiega il curatore, Gian Guido Grassi</span><i><span> – nasce dall’osservazione di edifici abbandonati e spazi residuali progressivamente riconquistati da piante, funghi e animali. In questi luoghi la natura torna a essere architetto: modifica, costruisce e trasforma seguendo un’intelligenza silenziosa che precede il progetto umano e ne ridimensiona la misura. L’intervento artistico non impone nuove forme, ma rende visibili processi già in atto, accompagnando la lenta ricolonizzazione degli spazi e riconoscendo nella capacità generativa della natura una delle immagini più significative dell’Antropocene</span></i><span>.”</span><span><br />
</span><span>Pittura, fotografia e installazione diventano strumenti di osservazione prima ancora che di rappresentazione, restituendo una realtà in continuo mutamento fondata sull’interdipendenza tra le specie.</span></p>
<p><span>Più che offrire risposte, </span><i><span>Habitat. Altri sguardi sull’Antropocene</span></i><span> invita a esercitare uno sguardo capace di riconoscere le relazioni invisibili che legano ogni forma di vita. Attraverso il dialogo tra arte e patrimonio naturalistico, la mostra solleva interrogativi urgenti sul futuro del pianeta, sulle conseguenze delle trasformazioni prodotte dall’uomo e sulle forme che potrà assumere la convivenza tra le specie. Quale mondo stiamo lasciando in eredità? Quali equilibri stiamo compromettendo e quali nuovi rapporti saremo chiamati a costruire con il vivente? Sono queste alcune delle domande che attraversano il progetto.</span></p>
<p><span>Nato a Cesena nel 1982, </span><b>Nicolò Reali, in arte Gola Hundun</b><span>, è tra i principali interpreti di una ricerca artistica che coniuga muralismo, installazione e riflessione ecologica. Attraverso un immaginario popolato da animali, piante, funghi e organismi viventi, il suo lavoro indaga le relazioni tra specie, biodiversità e trasformazione degli ecosistemi. Le sue opere sono state presentate in Europa, Nord e Sud America, Asia e Medio Oriente e pubblicate in importanti volumi dedicati all’arte urbana contemporanea, tra cui </span><i><span>Wild Art</span></i><span> (Phaidon) e </span><i><span>Mural Masters</span></i><span> (Gingko Press).</span></p>
<p><span>La mostra sarà inaugurata </span><b>domenica 12 luglio alle ore 18.00 </b><span>e si potrà visitare fino al 21 agosto negli orari di apertura del Museo. </span></p>
<p><span>La giornata di domenica 12 luglio proseguirà alle </span><b>ore 21.00</b><span> presso l’</span><b>Orto dei Frutti Dimenticati</b><span> con la presentazione di </span><b>Spagiria</b><span>, libro-opera dell’artista Gola Hundun pubblicato da </span><b>Cichinobrigante</b><span>, progetto editoriale ideato da </span><b>Alessandro Mescoli</b><span> e </span><b>Marcello Bertolla</b><span>, nato dall’esposizione realizzata nel 2025 presso il Complesso Conventuale San Paolo di Modena e ulteriore capitolo del progetto </span><i><span>Habitat</span></i><span>. </span></p>
<p><span>Più che un catalogo, </span><i><span>Spagiria</span></i><span> è un’opera editoriale autonoma che traduce in forma di libro il processo creativo dell’artista.  Attraverso immagini ricombinate in modo differente in ogni copia, il volume richiama l’antica pratica alchemica da cui prende il nome: separare, trasformare e ricomporre. Ogni esemplare diventa così un oggetto unico, nel quale natura, materia e immaginazione continuano a generare nuove relazioni. L’incontro sarà l’occasione per approfondire i temi e i processi che attraversano il progetto artistico.</span></p>
<p><i><span>Habitat – Altri sguardi sull’Antropocene</span></i><span> e l’incontro dedicato a </span><i><span>Spagiria</span></i><span> si inseriscono nel programma di </span><b>FUORI MOSTRA</b><span>, lo spazio culturale che accompagna </span><b>Pennabilli Antiquariato</b><span> e che nasce dalla collaborazione tra realtà, persone e progettualità che operano sul territorio. Un contesto nel quale arte contemporanea, ricerca ambientale, patrimonio culturale e partecipazione delle comunità si incontrano, dando vita a nuove occasioni di confronto e collaborazione.</span></p>
<p><span>Giunta alla sua 55ª edizione, </span><b>Pennabilli Antiquariato</b><span> è una delle più longeve e prestigiose mostre mercato italiane dedicate all’arte, al collezionismo e all’alto antiquariato. </span><b>Dal 4 al 19 luglio 2026</b><span> trasforma il paese in un percorso diffuso tra palazzi storici, botteghe e spazi espositivi, affiancando alla proposta antiquaria un programma culturale che valorizza il territorio e ne promuove la vitalità culturale attraverso il dialogo tra tradizione e contemporaneità.</span></p>
</div>
<div><a class="fusion-button button-flat button-large button-default button-1 fusion-button-default-span fusion-button-default-type" target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2026/07/cs-07-pa-2026-.pdf"><span class="fusion-button-text">Scarica Comunicato</span></a></div>
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		<title>CS 06 &#124; Assegnati i Premi “Il Ricciolo Biondo”</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-6-pennabilli-antiquariato-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 14:55:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[PENNABILLI ANTIQUARIATO INAUGURA LA 55ª EDIZIONE Assegnati i Premi “Il Ricciolo Biondo” a Emo Antinori Petrini e Alice Parma Pennabilli (RN), 04 luglio 2026 – Si è aperta ufficialmente la 55ª edizione di Pennabilli Antiquariato, la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato che fino al 19 luglio animerà le botteghe, i palazzi storici e gli spazi più&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-6-pennabilli-antiquariato-2026.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">CS 06 &#124; Assegnati i Premi “Il Ricciolo Biondo”</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling">
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<div class="fusion-text fusion-text-3">
<h1><b>PENNABILLI ANTIQUARIATO </b><b><br />
</b><b>INAUGURA LA 55ª EDIZIONE</b></h1>
<h2><b>Assegnati i Premi “Il Ricciolo Biondo” </b><b>a Emo Antinori Petrini e Alice Parma</b></h2>
<p><span>Pennabilli (RN), 04 luglio 2026</span><span> – Si è aperta ufficialmente la 55ª edizione di </span><b>Pennabilli Antiquariato</b><span>, la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato che fino al 19 luglio animerà le botteghe, i palazzi storici e gli spazi più suggestivi del borgo medievale del Montefeltro. Per oltre due settimane Pennabilli tornerà ad accogliere antiquari, collezionisti, appassionati e visitatori provenienti da tutta Italia, trasformandosi in un percorso diffuso dedicato all’arte, al collezionismo e all’alto antiquariato. </span></p>
<p><span>L’inaugurazione ha visto la partecipazione di numerosi visitatori, espositori, rappresentanti delle istituzioni e operatori del settore, confermando il ruolo di Pennabilli Antiquariato come uno degli appuntamenti più longevi e prestigiosi del panorama nazionale, capace da oltre mezzo secolo di coniugare qualità espositiva, valorizzazione del patrimonio e promozione del territorio. </span></p>
<p><span>Ad aprire la cerimonia è stato </span><b>Ferruccio Giovanetti</b><span>, presidente di </span><b>Pennabilli Antiquariato</b><span> e del </span><b>Gruppo Atena</b><span>, che ha invitato il pubblico a guardare agli oggetti della mostra non solo come testimonianze del passato, ma come esempi concreti di una cura e di un sapere capaci di attraversare il tempo. Opere nate dalle mani di artigiani, artisti e maestri che hanno dedicato attenzione, talento e passione al proprio lavoro, lasciando un’eredità che ancora oggi continua a parlare. Da questa riflessione è nato un parallelismo con la manifestazione stessa: ciò che viene costruito con serietà, visione e amore per le cose ben fatte è ciò che riesce a durare, a crescere e a diventare patrimonio condiviso. È anche grazie a questo spirito che Pennabilli Antiquariato celebra oggi la sua 55ª edizione.</span></p>
<p><span>Sono quindi intervenuti il Sindaco di Pennabilli </span><b>Mauro Giannini</b><span>, gli Onorevoli </span><b>Beatriz Colombo</b><span> e </span><b>Andrea Gnassi</b><span>, i Consiglieri Regionali </span><b>Alice Parma</b><span> e </span><b>Nicola Marcello</b><span>, la Consigliera provinciale </span><b>Manuela Guaitoli</b><span> e il Presidente della </span><b>Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini</b><span>, che hanno espresso il proprio apprezzamento per una manifestazione capace da oltre cinquant’anni di coniugare cultura, valorizzazione del patrimonio e promozione del territorio.</span></p>
<p><span>A chiudere la cerimonia è stato </span><b>S.E. Monsignor Domenico Beneventi</b><span>, Vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro, che ha rivolto un saluto ai presenti e impartito la benedizione alla 55ª edizione di Pennabilli Antiquariato, rinnovando l’auspicio che la manifestazione continui a essere occasione di incontro, bellezza e crescita per la comunità.</span></p>
<p><span>Momento particolarmente significativo dell’inaugurazione è stata la consegna del </span><b>Premio “Il Ricciolo Biondo” – Città di Pennabilli</b><span>, riconoscimento con cui la manifestazione rende omaggio a personalità che hanno contribuito, con il proprio percorso umano e professionale, alla crescita culturale, sociale ed economica della comunità e alla valorizzazione del patrimonio artistico. </span></p>
<p><span>Il premio è stato conferito a </span><b>Emo Antinori Petrini</b><span>, antiquario e protagonista di una delle più importanti tradizioni antiquariali italiane.</span></p>
<p><span>Figlio di Mario Antinori Petrini, figura storica dell’antiquariato italiano, Emo ha saputo raccogliere e sviluppare questa importante eredità, affermandosi tra i più autorevoli antiquari del Centro Italia e contribuendo al rinnovamento di importanti manifestazioni del settore, tra cui la storica Mostra di Assisi, oggi AMAB. Profondamente legato alla sua Umbria, ha sempre mantenuto un rapporto speciale con Pennabilli e con la sua comunità, costruendo nel tempo relazioni di amicizia e stima con antiquari, collezionisti e cittadini. Un legame che continua oggi anche attraverso il coinvolgimento del figlio Leonardo, testimoniando il valore di una passione trasmessa tra generazioni.</span></p>
<p><span>Il secondo Premio “Il Ricciolo Biondo” è stato assegnato ad </span><b>Alice Parma</b><span>, consigliera regionale dell’Emilia-Romagna, per il contributo offerto negli anni allo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio.</span></p>
<p><span>Fin da giovanissima Alice Parma ha scelto di mettersi al servizio della comunità attraverso l’impegno politico e amministrativo. A soli 26 anni è diventata sindaca di Santarcangelo di Romagna, guidando la città per due mandati e affermandosi come una delle figure più autorevoli della nuova generazione di amministratori locali. </span><span><br />
</span><span>Un percorso costruito con attenzione alle persone, ai temi della cultura, della coesione sociale, della sanità e dell’innovazione, che l’ha portata oggi a ricoprire il ruolo di consigliera regionale dell’Emilia-Romagna. Pur assumendo incarichi di crescente responsabilità, non ha mai interrotto il rapporto con la Valmarecchia e con Pennabilli, dimostrando una presenza costante e una concreta attenzione alle opportunità di sviluppo del territorio. Un impegno che si è tradotto nel sostegno a progetti, iniziative e percorsi di crescita per la comunità locale, con particolare attenzione alle nuove generazioni. </span></p>
<p><span>La 55ª edizione di Pennabilli Antiquariato proseguirà fino al 19 luglio con la presenza di ventuno espositori provenienti da tutta Italia. Ad accompagnare la mostra sarà anche il programma di </span><b>FUORI MOSTRA</b><span>, che affianca all’antiquariato esposizioni, incontri, itinerari culturali, musica e arte contemporanea, contribuendo a trasformare Pennabilli in un luogo di incontro tra patrimonio, ricerca e creatività contemporanea. </span></p>
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		<title>CS 05 &#124; Oltre l’antiquariato: mostre, incontri e arte contemporanea</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-5-pennabilli-antiquariato-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 14:52:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[FUORI MOSTRA Oltre l’antiquariato: mostre, incontri e arte contemporanea nel cuore del Montefeltro Dal centenario di Dario Fo all’Antropocene di Gola Hundun: il programma culturale che accompagna la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato di Pennabilli tra arte, storia e paesaggio.  Se Pennabilli Antiquariato rappresenta il cuore della manifestazione, FUORI MOSTRA ne è lo spazio di espansione.&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-5-pennabilli-antiquariato-2026.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">CS 05 &#124; Oltre l’antiquariato: mostre, incontri e arte contemporanea</span></a>]]></description>
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<h2><b>FUORI MOSTRA</b><b><br />
</b><b>Oltre l’antiquariato: mostre, incontri e arte contemporanea </b><b><br />
</b><b>nel cuore del Montefeltro </b><b><br />
</b><i><span>Dal centenario di Dario Fo all’Antropocene di Gola Hundun: il programma culturale che accompagna la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato di Pennabilli tra arte, storia e paesaggio. </span></i></h2>
<p><span>Se Pennabilli Antiquariato rappresenta il cuore della manifestazione, FUORI MOSTRA ne è lo spazio di espansione. Dal 4 al 19 luglio 2026, accanto alla 55ª Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato, prende vita un programma diffuso di mostre, incontri, itinerari, musica e approfondimenti che coinvolge associazioni, istituzioni culturali, artisti e studiosi, trasformando il borgo e il territorio circostante in un laboratorio culturale aperto.</span></p>
<p><span>FUORI MOSTRA nasce con l’obiettivo di ampliare lo sguardo oltre la dimensione espositiva, costruendo relazioni tra patrimonio, ricerca, arte contemporanea, paesaggio e comunità. Un percorso che attraversa luoghi diversi e mette in dialogo linguaggi differenti, offrendo occasioni di incontro e scoperta e contribuendo a fare di </span><b>Pennabilli Antiquariato un progetto culturale condiviso</b><span>.</span></p>
<p><span>Le </span><b>tre mostre collaterali</b><span> che accompagnano l’edizione 2026 rappresentano il nucleo espositivo del programma. </span><span><br />
</span><i><span>Invece di scriverli li disegno</span></i><span> di </span><b>Dario Fo</b><span> nel centenario della nascita è realizzata in collaborazione con la </span><b>Fondazione Fo Rame </b><span>nell’ambito delle iniziative </span><i><span>100 Dario Fo.</span></i><span> L’esposizione invita a riscoprire una dimensione meno conosciuta del Premio Nobel per la Letteratura: quella del pittore, del disegnatore e dell’instancabile narratore per immagini. «Invece di scriverli li disegno», raccontava lo stesso Fo nel 1997 ricevendo il Nobel, indicando nel disegno e nella pittura il primo luogo di nascita del suo immaginario creativo. Attraverso dipinti, acquerelli, bozzetti e lavori su carta, il percorso espositivo propone una rilettura della sua opera partendo dalle immagini che spesso precedono la scrittura e accompagnano la costruzione dei personaggi e delle storie. Un’occasione per entrare nel laboratorio creativo di un artista capace di attraversare teatro, pittura, scrittura e impegno civile senza riconoscere confini tra i linguaggi.</span></p>
<p><span>Accanto a questa trova spazio </span><i><span>La fatica di vivere. Il circo e gli acrobati</span></i><span> di </span><b>Ilario Fioravanti</b><span>, mostra realizzata in collaborazione con </span><b>Artisti in Piazza e Casa dell’Upupa di Sorrivoli</b><span>. Attraverso sculture in terracotta policroma, disegni, taccuini e materiali provenienti dall’atelier dell’artista, il progetto conduce il pubblico nell’universo poetico di una delle figure più originali dell’arte italiana del secondo Novecento. Acrobati, giocolieri, clown e saltimbanchi diventano simboli di una condizione umana sospesa tra fragilità, stupore ed equilibrio.</span></p>
<p><span>Completa il percorso </span><i><span>Dove l’arte attraversa i confini</span></i><span>, mostra del </span><b>Gruppo Atena</b><span> che raccoglie le opere nate nei laboratori di arteterapia della REMS Casa Badesse e della SRP1 Le Badesse di Macerata Feltria. Un progetto che testimonia il valore dell’arte come strumento di relazione, inclusione e trasformazione personale.</span></p>
<p><span>Attorno a questo nucleo espositivo si sviluppa un ricco calendario di appuntamenti che accompagna i visitatori alla scoperta del territorio attraverso il cammino, la ricerca storica, la musica e le arti contemporanee. </span></p>
<p><span>Il programma prende avvio </span><b>domenica 5 luglio</b><span> con </span><i><span>L’Oro di Plauto</span></i><span>, itinerario narrante a cura di </span><b>Malafeltro APS </b><span>tra i sentieri e le formazioni rocciose di Sapigno, nel territorio di Sant’Agata Feltria (RN). Un’esperienza che intreccia geologia, storia locale e immaginario classico, conducendo i partecipanti alla scoperta della </span><i><span>leggenda del Sasso del Tesoro</span></i><span> e delle atmosfere dell’</span><i><span>Aulularia</span></i><span> di Plauto attraverso racconti, incontri e suggestioni disseminate lungo il cammino. </span></p>
<p><b>Mercoledì 8 luglio</b><span> l’Orto dei Frutti Dimenticati di Pennabilli ospita</span><i><span> La “Barba di San Francesco”. Iconografie francescane nel Montefeltro ed oltre</span></i><span>, conferenza con immagini dello storico dell’arte </span><b>Alessandro Marchi</b><span>, promossa dalla </span><b>Società di Studi Storici per il Montefeltro</b><span>. Prendendo spunto dal celebre saggio di Luciano Bellosi, l’incontro ripercorre le molteplici rappresentazioni di San Francesco nell’arte del Montefeltro e dei territori vicini, mostrando come un dettaglio apparentemente semplice – la presenza o meno della barba – possa raccontare l’evoluzione dell’iconografia del santo e dei linguaggi della pittura tra Medioevo e Rinascimento. </span></p>
<p><b>Sabato 11 luglio</b><span> il programma si sposta a Maciano (RN), nella piazza del Convento di Santa Maria dell’Olivo, dove</span><b> Maciano Convivium</b><span> propone </span><i><span>Dal tuo stellato soglio</span></i><span>, concerto dedicato ai Forestali d’Italia che vedrà protagonista il Coro degli Amici della Nave del carcere di San Vittore, una delle esperienze corali e sociali più significative del panorama italiano.</span></p>
<p><b>Domenica 12 luglio</b><span> l’arte contemporanea incontra il paesaggio con </span><i><span>Habitat – Altri sguardi sull’Antropocene</span></i><span>, mostra dell’artista </span><b>Gola Hundun</b><span> realizzata in collaborazione con </span><b>Chiocciola la casa del nomade</b><span> e il </span><b>MUSSS – Museo Naturalistico del Sasso Simone e Simoncello</b><span> di Pennabilli, dov’è ospitata. </span><span><br />
</span><span>Tra le voci più interessanti della scena artistica contemporanea impegnato sui temi dell’ecologia e delle relazioni tra uomo e ambiente, Gola Hundun sviluppa da anni una ricerca dedicata ai processi attraverso cui la natura riconquista e trasforma gli spazi costruiti dall’uomo. Attraverso opere, immagini e narrazioni visive, </span><i><span>Habitat </span></i><span>invita a osservare il paesaggio come un organismo in continua evoluzione e a riflettere sul rapporto tra presenza umana, biodiversità e trasformazioni ambientali. </span><span><br />
</span><span>In serata, all’Orto dei Frutti Dimenticati, sarà presentato </span><i><span>Spagiria</span></i><span>, libro d’artista di Gola Hundun pubblicato da Cichinobrigante, ulteriore tappa di una ricerca che intreccia arte, osservazione e immaginazione. </span></p>
<p><b>Sabato 18 luglio</b><span> sarà invece dedicato alla storia, ai sapori del territorio e all’ascolto. Nel pomeriggio (ore16.30), presso la Sala Congressi del Vescovado, la </span><b>Società di Studi Storici per il Montefeltro</b><span> presenterà il volume </span><i><span>Statuta et Ordinamenta Castrorum Pennę et Billorum (1465-1597)</span></i><span>, curato da </span><b>Enrico Angiolini</b><span>, importante contributo alla conoscenza delle fonti storiche e della vita istituzionale dell’antica comunità di Pennabilli.</span><span><br />
</span><span><br />
</span><span>Alle ore 19.30 prenderanno il via le </span><b>Degustazioni itineranti</b><span> curate dal </span><b>Gruppo Atena</b><span>, tra l’Info Point di Piazza Vittorio Emanuele II e il Bar Point di Piazza G.B. Mastini. Un percorso dedicato alla scoperta di vini e prodotti locali che accompagnerà il pubblico tra i luoghi della manifestazione. </span></p>
<p><span>La giornata si concluderà all’Orto dei Frutti Dimenticati con </span><b>Summer Sounds Good!</b><span>, appuntamento curato da Ultimo Punto – </span><b>Enrico Partisani </b><span>e </span><b>Emiliano Battistini</b><span> nell’ambito del progetto </span><i><span>Sonoria </span></i><span>promosso dall’</span><b>Ente Parco Sasso Simone e Simoncello</b><span>. La serata prevede una sessione di ascolto di opere sonore di Agnese Banti, Nicola Casetta, Francesco Michi e Mechi Cena, Mattia Loris Siboni e Vacuamoenia, seguita dalla proiezione del documentario </span><i><span>Dusk Chorus</span></i><span> di Alessandro D’Emilia e David Monacchi, dedicato alla ricchezza sonora degli ecosistemi naturali e al rapporto tra ascolto, ambiente e consapevolezza ecologica.</span></p>
<p><span>Mostre, itinerari, incontri, musica e ricerca compongono così un percorso che accompagna Pennabilli Antiquariato ampliandone lo sguardo: FUORI MOSTRA mette in dialogo patrimonio storico, arte contemporanea e paesaggio, confermando la vocazione culturale della manifestazione. </span></p>
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		<title>CS 03 &#124; Mostra Dario Fo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 03:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[Pennabilli Antiquariato sceglie il Dario Fo pittore nel centenario della nascita INVECE DI SCRIVERLI LI DISEGNO Una mostra che invita a rileggere il teatro di Dario Fo partendo dalle immagini da cui tutto ebbe origine. Pennabilli (RN) – Nel centenario della nascita di Dario Fo, Pennabilli Antiquariato, la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato che da oltre&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-3-pennabilli-antiquariato-2026-2.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">CS 03 &#124; Mostra Dario Fo</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling">
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<h2><b>Pennabilli Antiquariato sceglie il Dario Fo pittore</b><b><br />
</b><b>nel centenario della nascita</b></h2>
<h3><b>INVECE DI SCRIVERLI LI DISEGNO</b></h3>
<p><i><span>Una mostra che invita a rileggere il teatro di Dario Fo partendo dalle immagini da cui tutto ebbe origine.</span></i></p>
<p><b>Pennabilli (RN)</b><span> – Nel centenario della nascita di Dario Fo, </span><b>Pennabilli Antiquariato</b><span>, la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato che da oltre cinquant’anni trasforma il borgo medievale dell’Appennino romagnolo in un percorso diffuso tra arte, storia e patrimonio, sceglie di raccontare il volto meno conosciuto del Premio Nobel: quello del pittore.</span></p>
<p><span>Ospitata negli spazi della Biblioteca Diocesana, </span><b>Invece di scriverli li disegno</b><span> è tra gli appuntamenti principali di </span><b>FUORI MOSTRA</b><span>, il progetto culturale che accompagna la 55ª edizione della manifestazione, in programma dal </span><b>4 al 19 luglio 2026</b><span>, ampliandone lo sguardo attraverso mostre, incontri e progetti che mettono in dialogo patrimonio, ricerca e linguaggi contemporanei.</span></p>
<p><span>Tutti conoscono Dario Fo drammaturgo. Molti meno conoscono il pittore. Eppure è proprio attraverso il disegno che prende forma una parte essenziale del suo immaginario. Prima di essere scritti, molti dei suoi personaggi esistono sulla carta; prima della scena ci sono il gesto, il colore, il movimento. </span><i><span>«Invece di scriverli li disegno»,</span></i><span> raccontava lui stesso nel 1997, ricevendo il Premio Nobel per la Letteratura. Una frase che oggi non dà soltanto il titolo alla mostra, ma offre una chiave per entrare nel suo laboratorio creativo.</span></p>
<p><b>Il percorso espositivo invita così a leggere il teatro di Dario Fo partendo dalla pittura. </b><span>Non come un’attività collaterale alla sua produzione teatrale, ma come uno dei luoghi in cui il suo immaginario prende forma. Le immagini accompagnano e spesso anticipano la scrittura; il segno diventa racconto, il colore costruisce il ritmo della scena, il disegno si trasforma nel primo gesto creativo.</span></p>
<p><span>La mostra, curata da </span><b>Stefano Bertea</b><span> e </span><b>Mattea Fo</b><span> della </span><b>Fondazione Fo Rame</b><span>, riunisce </span><b>dipinti, acquerelli, bozzetti e lavori su carta</b><span> che attraversano l’universo figurativo dell’artista. Le opere esposte si presentano in un allestimento studiato da </span><b>Pennabilli Antiquariato</b><span> per intrecciare l’opera del Premio Nobel con lo spirito del borgo accompagnando lo sguardo del visitatore attraverso un percorso di scoperta.</span></p>
<p><span>Un universo popolato da cavalli lanciati al galoppo, figure in danza, manichini dai volti ciechi, maschere e architetture immaginarie, attraversato da una tavolozza che Fo amava reinventare con la sua consueta ironia, ribattezzando i colori con nomi come </span><i><span>“Rosso Fo”</span></i><span> o </span><i><span>“verde terribile”.</span></i><span> Una pittura libera, costruita con acrilici, acquerelli, collage, pastelli, ma anche materiali inconsueti come vino, birra e caffè, che dialoga con i grandi maestri del Novecento senza mai rinunciare a una voce personale.</span></p>
<p><i><span>«Mi sento attore dilettante e pittore professionista»</span></i><span>, amava ripetere. Una provocazione solo apparente, che restituisce la coerenza di una ricerca capace di attraversare pittura, teatro, scrittura e impegno civile senza riconoscere confini tra i linguaggi.</span></p>
<p><span>La scelta di dedicare il centenario di Dario Fo alla sua ricerca pittorica non è casuale. Restituire il laboratorio creativo di un artista significa offrirne una lettura più ampia, andando oltre l’immagine più conosciuta per riscoprirne la complessità.</span></p>
<p><span>È con questo spirito che </span><b>Invece di scriverli li disegno</b><span> entra a far parte di </span><b>FUORI MOSTRA</b><span>, il progetto con cui Pennabilli Antiquariato amplia il proprio sguardo oltre la mostra mercato, costruendo relazioni tra patrimonio, ricerca, arti contemporanee e comunità. Un percorso condiviso che, nel corso dell’estate, continuerà a svilupparsi attraverso mostre, incontri e progetti nati dalla collaborazione tra associazioni, istituzioni culturali e realtà del territorio.</span></p>
<p><b>INFORMAZIONI </b></p>
<p><span>Biblioteca Diocesana, Pennabilli (RN) – Emilia-Romagna</span><span><br />
</span><span>Dal 4 luglio al 19 luglio 2026, dal lunedì al venerdì dalle ore 16.00 alle 20.00; </span><span><br />
</span><span>sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00</span><span><br />
</span><i><span>Ingresso gratuito </span></i></p>
<p><b>A cura di </b><b><br />
</b><span>Stefano Bertea e Mattea Fo per la Fondazione Fo Rame </span><span>in collaborazione con Pennabilli Antiquariato, nell’ambito di </span><a href="https://www.centenariodariofo.it/"><span>100 Dario Fo</span></a><span>.</span></p>
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		<title>CS 04 &#124; Al via 55° Pennabilli Antiquariato</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-4-pennabilli-antiquariato-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[Al via Pennabilli Antiquariato 55ª Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato nelle botteghe e nei palazzi del centro storico di Pennabilli (RN)  Dal 4 al 19 luglio 2026 Pennabilli torna ad accogliere uno degli appuntamenti più longevi e riconosciuti del panorama antiquario italiano. Con l’inaugurazione in programma sabato 4 luglio alle ore 18 in Piazza Sant’Agostino, prende&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-4-pennabilli-antiquariato-2026.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">CS 04 &#124; Al via 55° Pennabilli Antiquariato</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling">
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<h2><b>Al via Pennabilli Antiquariato</b><b><br />
</b><span>55ª Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato </span><span><br />
</span><span>nelle botteghe e nei palazzi del centro storico di Pennabilli (RN) </span></h2>
<p><b>Dal 4 al 19 luglio 2026</b><span> Pennabilli torna ad accogliere uno degli appuntamenti più longevi e riconosciuti del panorama antiquario italiano. Con l’</span><b>inaugurazione</b><span> in programma </span><b>sabato 4 luglio alle ore 18</b><span> in Piazza Sant’Agostino, prende il via la 55ª edizione di Pennabilli Antiquariato, la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato che da oltre mezzo secolo trasforma il centro storico del borgo del Montefeltro in un percorso espositivo diffuso tra palazzi storici, dimore, chiese e spazi normalmente non accessibili al pubblico.</span></p>
<p><span>Più che una semplice mostra mercato,</span><b> Pennabilli Antiquariato è un’esperienza che si costruisce nel rapporto tra opere, luoghi e paesaggio</b><span>. Qui l’antiquariato non viene separato dal contesto che lo accoglie, ma entra in relazione con l’identità stessa del borgo: dipinti, sculture, mobili, ceramiche, gioielli e oggetti d’arte abitano temporaneamente edifici ricchi di storia, contribuendo a generare uno sguardo nuovo tanto sulle opere quanto sugli spazi che le ospitano.</span></p>
<p><span>Anche quest’anno il percorso si sviluppa attraverso alcuni dei luoghi più significativi di Pennabilli, tra cui </span><b>Palazzo del Bargello, Palazzo Carboni, il Teatro Vittoria, la Chiesa di San Filippo,</b><span> Sala congressi del Vescovado, Palazzo del Seminario Diocesano, Biblioteca Diocesana e l’</span><b>Orto dei Frutti Dimenticati.</b><span> Luoghi diversi per storia, funzione e atmosfera che diventano parte integrante dell’esperienza di visita e contribuiscono a definire il carattere unico della manifestazione.</span></p>
<p><span>La qualità della selezione espositiva continua a rappresentare uno degli elementi distintivi di Pennabilli Antiquariato, nei palazzi e nelle botteghe del centro storico sarà possibile incontrare alcune tra le realtà più autorevoli del panorama antiquario italiano. </span><b>Altomani &amp; Sons </b><span>porta a Pennabilli una ricerca che spazia tra pittura, scultura, maioliche e arti decorative; </span><b>Bonanomi Antiquario </b><span>conferma una lunga tradizione di studio e selezione nell’ambito dei dipinti, degli arredi e delle opere d’arte; </span><b>Umbria Artis Antiquariato</b><span> propone una raffinata scelta di dipinti e sculture antiche, mentre </span><b>Porto di Anzio Antichità</b><span> offre un percorso che attraversa antiquariato, collezionismo e arti decorative con particolare attenzione alla qualità e alla provenienza delle opere.</span></p>
<p><span>Accanto a queste presenze, la mostra accoglie anche realtà che testimoniano la vitalità e il continuo rinnovamento del settore. È il caso di </span><b>Antiques Par Force</b><span> di Roma, giovane galleria antiquaria che interpreta il mercato con uno sguardo contemporaneo, attento al dialogo tra oggetti storici e sensibilità dell’abitare contemporaneo. </span></p>
<p><span>Un contributo originale arriva dallo </span><b>Studio Fabrizio Pazzaglia</b><span> di Urbino, specializzato in grafica antica e moderna, incisioni, stampe e opere su carta, un ambito che amplia il ventaglio delle proposte presenti in mostra.</span></p>
<p><span>Ad arricchire ulteriormente il percorso contribuiscono gallerie e antiquari che rappresentano sensibilità e percorsi differenti all’interno del settore. La </span><b>Santa Barbara Art Gallery</b><span> di Foligno porta in mostra opere di alta epoca, sculture e marmi medievali. </span><b>Antichità Messeri, Claudio Bucaletti Antiquario</b><span>, </span><b>Antichità Brandina </b><span>e</span><b> Galleria Botticelli</b><span> presentano una selezione che attraversa dipinti, mobili e arti decorative di diverse epoche, mentre </span><b>Lucio Boni Antiquario</b><span> affianca all’antiquariato una ricerca attenta a oggetti inconsueti e curiosità capaci di raccontare storie e passioni collezionistiche. Completano il quadro </span><b>Se Te Pro </b><span>di Spoleto, </span><b>Antichi Tesori </b><span>di Misano Adriatico e la </span><b>Casa d’Aste</b> <b>Sammarinese</b><span>, contribuendo alla varietà di proposte e linguaggi che caratterizza la manifestazione.</span></p>
<p><span>Una particolare attenzione è dedicata ai gioielli e agli oggetti preziosi, grazie alla presenza di </span><b>E.L.A. Antichità</b><span> di Bergamo e </span><b>Antichità Mazzoli</b><span> di Macerata Feltria, mentre </span><b>Campagnola Restauro</b><span> di Verona testimonia il valore del lavoro di conservazione e tutela che accompagna la vita delle opere nel tempo.</span></p>
<p><span>A confermare il legame della manifestazione con il territorio contribuiscono infine anche le presenze di </span><b>Antichità Ceci Quinto, Antichità La Fontana </b><span>e</span><b> Il Bosco dei Regali,</b><span> realtà di Pennabilli che mantengono vivo il rapporto tra la mostra, il borgo e la comunità locale.</span></p>
<p><i><span>FUORI MOSTRA </span></i></p>
<p><span>A estendere il racconto della manifestazione oltre la dimensione espositiva è </span><b>FUORI MOSTRA</b><span>, il progetto con cui Pennabilli Antiquariato amplia il proprio sguardo oltre la mostra mercato, costruendo</span><b> relazioni tra patrimonio, ricerca, arti contemporanee e comunità</b><span>. Un percorso che attraversa il borgo e coinvolge associazioni, istituzioni culturali, artisti e cittadini, trasformando il patrimonio storico in occasione di incontro, confronto e produzione culturale.</span></p>
<p><span>Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figura </span><i><span>Invece di scriverli li disegno</span></i><span>, mostra dedicata a </span><b>Dario Fo </b><span>nel centenario della nascita e realizzata in collaborazione con la </span><i><span>Fondazione Fo Rame</span></i><span> nell’ambito delle iniziative di </span><i><span>100 Dario Fo</span></i><span>. L’esposizione invita a riscoprire una dimensione meno conosciuta del Premio Nobel per la Letteratura: quella del pittore, del disegnatore e dell’instancabile narratore per immagini. «Invece di scriverli li disegno», raccontava lo stesso Fo nel 1997 ricevendo il Nobel, indicando nel disegno e nella pittura il primo luogo di nascita del suo immaginario creativo. Attraverso dipinti, acquerelli, bozzetti e lavori su carta, il percorso espositivo propone una rilettura della sua opera partendo dalle immagini che spesso precedono la scrittura e accompagnano la costruzione dei personaggi e delle storie. Un’occasione per entrare nel laboratorio creativo di un artista capace di attraversare teatro, pittura, scrittura e impegno civile senza riconoscere confini tra i linguaggi.</span></p>
<p><span>Accanto a questa trova spazio </span><i><span>La fatica di vivere. Il circo e gli acrobati </span></i><b>di Ilario Fioravanti</b><span>, mostra realizzata in collaborazione con </span><i><span>Artisti in Piazza</span></i><span> e </span><i><span>Casa dell’Upupa di Sorrivoli</span></i><span>. Il progetto propone un viaggio nell’universo poetico di una delle figure più originali della ricerca artistica italiana del secondo Novecento, attraverso sculture in terracotta policroma, disegni, taccuini e materiali provenienti dall’atelier dell’artista. Acrobati, giocolieri, clown e saltimbanchi diventano nelle opere di Fioravanti simboli di una condizione umana fragile e universale, sospesa tra stupore e malinconia, equilibrio e caduta. Un immaginario che dialoga naturalmente con quello di Artisti in Piazza, costruendo un ponte tra arte figurativa e arti performative nel segno della memoria, dell’immaginazione e della presenza scenica.</span></p>
<p><span>Particolarmente significativa è inoltre la partecipazione del </span><b>Gruppo Atena</b><span> con la mostra </span><i><span>Dove l’arte attraversa i confini</span></i><span>. Le opere esposte nascono all’interno dei laboratori di arteterapia della </span><i><span>REMS Casa Badesse</span></i><span> e della </span><i><span>SRP1 Le Badesse di Macerata Feltria</span></i><span> e raccontano percorsi di cura, relazione e trasformazione sviluppati attraverso la pittura e la rakuterapia sotto la guida di Silvio Cattani e Paola Zago. Un progetto che testimonia come l’arte possa diventare strumento di inclusione, partecipazione e costruzione di nuove possibilità espressive.</span></p>
<p><span>FUORI MOSTRA si sviluppa inoltre attraverso un programma di incontri, itinerari, conferenze, presentazioni editoriali, concerti e performance realizzati grazie alla collaborazione con numerose realtà culturali del territorio. </span></p>
<p><span>Un ruolo centrale è affidato alla </span><b>Società di Studi Storici per il Montefeltro</b><span>, che contribuisce al programma con appuntamenti dedicati alla ricerca storica e storico-artistica, tra cui la conferenza di Alessandro Marchi </span><i><span>La “Barba di San Francesco”. Iconografie francescane nel Montefeltro ed oltre</span></i><span> (8 luglio) e la presentazione del volume </span><i><span>Statuta et Ordinamenta Castrorum Pennę et Billorum (1465-1597)</span></i><span> (18 luglio). </span></p>
<p><span>La collaborazione con </span><b>Malafeltro APS</b><span> dà invece vita all’itinerario narrante </span><i><span>L’Oro di Plauto</span></i><span> (5 luglio), un percorso che invita a rileggere il paesaggio e la storia del territorio attraverso il cammino e il racconto. Il dialogo con </span><b>Chiocciola la casa del nomade </b><span>e il </span><b>MUSSS – Museo Naturalistico del Sasso Simone e Simoncello</b><span> si esprime attraverso la mostra </span><i><span>Habitat</span></i><span> dell’artista </span><b>Gola Hundun</b><span>, che inaugurerà il 12 luglio, a seguire presentazione del libro d’artista </span><i><span>Spagiria</span></i><span>, un progetto che intreccia arte contemporanea, natura e osservazione del paesaggio.</span></p>
<p><span>A completare il programma contribuisce la collaborazione con </span><b>Maciano Convivium </b><span>con il concerto </span><i><span>Dal tuo stellato soglio</span></i><span> (11 luglio), dedicato ai Forestali d’Italia, e quella con il progetto </span><b><i>Sonoria </i></b><span>(Ultimo Punto e Parco Sasso Simone e Simoncello), che presenta una performance sonora (18 luglio), portando all’interno della manifestazione una riflessione sul rapporto tra ascolto, territorio e sperimentazione artistica. </span></p>
<p><span>Accanto a questi appuntamenti trovano spazio momenti conviviali, degustazioni itineranti e occasioni di incontro che rafforzano il legame tra la mostra, il borgo e la comunità che lo abita.</span></p>
<p><span>Un insieme di esperienze che accompagna la mostra mercato e ne amplia il significato, confermando la vocazione di </span><b>Pennabilli Antiquariato</b><span> a essere non soltanto un appuntamento dedicato al collezionismo, ma un </span><b>progetto culturale </b><span>capace di mettere in relazione patrimonio, ricerca e territorio.</span></p>
<p><span>Nel cuore del Montefeltro, Pennabilli accoglie i visitatori in un percorso che intreccia opere, luoghi e paesaggi. Per oltre due settimane il borgo si trasforma in uno spazio da attraversare lentamente, lasciandosi guidare dall’incontro con l’arte, la storia e la bellezza dei suoi spazi.</span></p>
<p><span>È questa l’identità più profonda di Pennabilli Antiquariato: fare dell’incontro tra opere, luoghi e persone un’esperienza di scoperta e conoscenza. </span></p>
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		<title>Comunicato stampa 3 – 2026</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-3-pennabilli-antiquariato-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 10:02:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[Pennabilli Antiquariato sceglie il Dario Fo pittore nel centenario della nascita INVECE DI SCRIVERLI LI DISEGNO Una mostra che invita a rileggere il teatro di Dario Fo partendo dalle immagini da cui tutto ebbe origine. Pennabilli (RN) – Nel centenario della nascita di Dario Fo, Pennabilli Antiquariato, la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato che da oltre&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/comunicati-stampa-pennabilli-antiquariato/comunicati-stampa-2026/comunicato-stampa-3-pennabilli-antiquariato-2026.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Comunicato stampa 3 – 2026</span></a>]]></description>
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<h2><b>Pennabilli Antiquariato sceglie il Dario Fo pittore</b><b><br />
</b><b>nel centenario della nascita</b></h2>
<h3><b>INVECE DI SCRIVERLI LI DISEGNO</b></h3>
<p><i><span>Una mostra che invita a rileggere il teatro di Dario Fo partendo dalle immagini da cui tutto ebbe origine.</span></i></p>
<p><b>Pennabilli (RN)</b><span> – Nel centenario della nascita di Dario Fo, </span><b>Pennabilli Antiquariato</b><span>, la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato che da oltre cinquant’anni trasforma il borgo medievale dell’Appennino romagnolo in un percorso diffuso tra arte, storia e patrimonio, sceglie di raccontare il volto meno conosciuto del Premio Nobel: quello del pittore.</span></p>
<p><span>Ospitata negli spazi della Biblioteca Diocesana, </span><b>Invece di scriverli li disegno</b><span> è tra gli appuntamenti principali di </span><b>FUORI MOSTRA</b><span>, il progetto culturale che accompagna la 55ª edizione della manifestazione, in programma dal </span><b>4 al 19 luglio 2026</b><span>, ampliandone lo sguardo attraverso mostre, incontri e progetti che mettono in dialogo patrimonio, ricerca e linguaggi contemporanei.</span></p>
<p><span>Tutti conoscono Dario Fo drammaturgo. Molti meno conoscono il pittore. Eppure è proprio attraverso il disegno che prende forma una parte essenziale del suo immaginario. Prima di essere scritti, molti dei suoi personaggi esistono sulla carta; prima della scena ci sono il gesto, il colore, il movimento. </span><i><span>«Invece di scriverli li disegno»,</span></i><span> raccontava lui stesso nel 1997, ricevendo il Premio Nobel per la Letteratura. Una frase che oggi non dà soltanto il titolo alla mostra, ma offre una chiave per entrare nel suo laboratorio creativo.</span></p>
<p><b>Il percorso espositivo invita così a leggere il teatro di Dario Fo partendo dalla pittura. </b><span>Non come un’attività collaterale alla sua produzione teatrale, ma come uno dei luoghi in cui il suo immaginario prende forma. Le immagini accompagnano e spesso anticipano la scrittura; il segno diventa racconto, il colore costruisce il ritmo della scena, il disegno si trasforma nel primo gesto creativo.</span></p>
<p><span>La mostra, curata da </span><b>Stefano Bertea</b><span> e </span><b>Mattea Fo</b><span> della </span><b>Fondazione Fo Rame</b><span>, riunisce </span><b>dipinti, acquerelli, bozzetti e lavori su carta</b><span> che attraversano l’universo figurativo dell’artista. Le opere esposte si presentano in un allestimento studiato da </span><b>Pennabilli Antiquariato</b><span> per intrecciare l’opera del Premio Nobel con lo spirito del borgo accompagnando lo sguardo del visitatore attraverso un percorso di scoperta.</span></p>
<p><span>Un universo popolato da cavalli lanciati al galoppo, figure in danza, manichini dai volti ciechi, maschere e architetture immaginarie, attraversato da una tavolozza che Fo amava reinventare con la sua consueta ironia, ribattezzando i colori con nomi come </span><i><span>“Rosso Fo”</span></i><span> o </span><i><span>“verde terribile”.</span></i><span> Una pittura libera, costruita con acrilici, acquerelli, collage, pastelli, ma anche materiali inconsueti come vino, birra e caffè, che dialoga con i grandi maestri del Novecento senza mai rinunciare a una voce personale.</span></p>
<p><i><span>«Mi sento attore dilettante e pittore professionista»</span></i><span>, amava ripetere. Una provocazione solo apparente, che restituisce la coerenza di una ricerca capace di attraversare pittura, teatro, scrittura e impegno civile senza riconoscere confini tra i linguaggi.</span></p>
<p><span>La scelta di dedicare il centenario di Dario Fo alla sua ricerca pittorica non è casuale. Restituire il laboratorio creativo di un artista significa offrirne una lettura più ampia, andando oltre l’immagine più conosciuta per riscoprirne la complessità.</span></p>
<p><span>È con questo spirito che </span><b>Invece di scriverli li disegno</b><span> entra a far parte di </span><b>FUORI MOSTRA</b><span>, il progetto con cui Pennabilli Antiquariato amplia il proprio sguardo oltre la mostra mercato, costruendo relazioni tra patrimonio, ricerca, arti contemporanee e comunità. Un percorso condiviso che, nel corso dell’estate, continuerà a svilupparsi attraverso mostre, incontri e progetti nati dalla collaborazione tra associazioni, istituzioni culturali e realtà del territorio.</span></p>
<p><b>INFORMAZIONI </b></p>
<p><span>Biblioteca Diocesana, Pennabilli (RN) – Emilia-Romagna</span><span><br />
</span><span>Dal 4 luglio al 19 luglio 2026, dal lunedì al venerdì dalle ore 16.00 alle 20.00; </span><span><br />
</span><span>sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00</span><span><br />
</span><i><span>Ingresso gratuito </span></i></p>
<p><b>A cura di </b><b><br />
</b><span>Stefano Bertea e Mattea Fo per la Fondazione Fo Rame </span><span>in collaborazione con Pennabilli Antiquariato, nell’ambito di </span><a href="https://www.centenariodariofo.it/"><span>100 Dario Fo</span></a><span>.</span></p>
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