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	<title>Articoli d&#8217;antiquariato &#8211; Antiquariato Online</title>
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		<title>È record d’asta per “Il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione”, capolavoro del Canaletto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 15:18:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È RECORD D’ASTA PER “IL RITORNO DEL BUCINTORO NEL GIORNO DELL’ASCENSIONE”, CAPOLAVORO DEL CANALETTO Oltre 31 milioni di sterline: questa l’offerta record per “Venezia, il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione”, battuto all’asta da Christie’s a Londra il 1 luglio. “Venezia, il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione” ha superato nettamente il precedente record di&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/record-asta-canaletto.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">È record d’asta per “Il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione”, capolavoro del Canaletto</span></a>]]></description>
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<p>È RECORD D’ASTA PER “IL RITORNO DEL BUCINTORO NEL GIORNO DELL’ASCENSIONE”, CAPOLAVORO DEL CANALETTO</p>
<p><em>Oltre 31 milioni di sterline: questa l’offerta record per “Venezia, il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione”, battuto all’asta da Christie’s a Londra il 1 luglio.</em></p>
<p>“Venezia, il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione” ha superato nettamente il precedente record di 18,6 milioni di sterline fissato nel 1993 da “Il Canal Grande dal Palazzo Balbi al Rialto”, il suo pendant e, tra gli <em>Old Masters</em>, è secondo solo a “Lot e le sue figlie” di Peter Paul Rubens, battuto nel 2016.</p>
<p>Il risultato raggiunto il 1 luglio è frutto dell’eccezionale stato di conservazione del dipinto, ma anche del fascino della raffigurazione: l’Ascensione, la più importante festa veneziana, durante la quale il Doge, a bordo del Bucintoro, la galea simbolo della Serenissima, ne celebrava lo sposalizio con il mare.</p>
<p>Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato della storia del quadro, appartenuto al Primo Ministro britannico Sir Robert Walpole (1676 – 1745). Non è noto quando Sir Robert Walpole acquisì questa magnifica opera assieme al suo pendant “Il Canal Grande dal Palazzo Balbi al Rialto”, che furono collocati nella residenza ufficiale, al numero 10 di Downing Street. Le due vedute furono successivamente vendute dal nipote di Sir Robert, George Walpole, nel 1751 e acquistate probabilmente da Jones Raymond, direttore della Compagnia delle Indie Orientali, per conto di Samson Gideon, celebre finanziere della City di Londra. I dipinti passarono per discendenza al figlio Sampson e, alla sua morte, alla figlia di questi Mary. “Venezia, il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione” è rimasto in possesso dei discendenti della famiglia fino al 1930, anno in cui fu acquistato dalla storica galleria Agnew. Venne venduto dieci anni dopo a Giuseppe Bellesi, mercante d’arte fiorentino stabilitosi a Londra, che allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale tornò in Italia e cedette il dipinto al senatore Mario Crespi, figura di spicco dell’Italia del primo Novecento, erede di un impero economico che includeva il Corriere della Sera. “Venezia, il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione” e il suo pendant presumibilmente furono acquistati a Parigi da un collezionista francese negli anni Sessanta.</p>
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<div class=" awb-imageframe-style awb-imageframe-style-below awb-imageframe-style-1"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1 hover-type-none"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1068" height="665" title="Venezia, il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione, Canaletto" src="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2025/07/venezia-il-ritorno-del-bucintoro-nel-giorno-dellascensione-canaletto-1.jpg" alt class="img-responsive wp-image-5549"></span></p>
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<h6 class="awb-imageframe-caption-title">Venezia, il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione, Canaletto</h6>
<p class="awb-imageframe-caption-text">“Venice, the Return of the Bucintoro on Ascension Day”, Giovanni Antonio Canal, Called Il Canaletto, circa 1732 &#8211; Christie’s Images LTD. 2025</p>
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<p><em>A cura di Alfredo Spanò<br />
</em><em>Ufficio Stampa Associazione Culturale Pennabilli Antiquariato</em></p>
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		<title>IVA al 5%: l’Italia competitiva con gli altri paesi europei?</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/iva-al-5-litalia-competitiva-con-gli-altri-paesi-europei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 15:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli d'antiquariato]]></category>
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					<description><![CDATA[Il decreto Economia, approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 giugno 2025, ha ridotto al 5% l’aliquota Iva applicabile agli oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione, una misura a lungo attesa dagli operatori del settore, rivolta a incrementare la competitività del mercato italiano. Solo Regno Unito, Malta e Cipro applicano l’aliquota del 5% (unicamente sulle&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/iva-al-5-litalia-competitiva-con-gli-altri-paesi-europei.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">IVA al 5%: l’Italia competitiva con gli altri paesi europei?</span></a>]]></description>
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<p><em>Il decreto Economia, approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 giugno 2025, ha ridotto al 5% l’aliquota Iva applicabile agli oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione, una misura a lungo attesa dagli operatori del settore, rivolta a incrementare la competitività del mercato italiano.</em></p>
<p>Solo Regno Unito, Malta e Cipro applicano l’aliquota del 5% (unicamente sulle importazioni); quella francese è del 5,5%, quella tedesca del 7%, quella olandese del 9% e quella svizzera dell’8,1%. In Italia, l’Iva scende dal 22% al 5% per il commercio di oggetti d’arte, d’antiquariato e oggetti da collezione. L’art. 8 del DL Omnibus appena approvato dal Consiglio dei Ministri, in vigore dal 1° gennaio 2026, offre al mercato italiano le condizioni più favorevoli per agire sulla piazza internazionale dell’arte in una logica di competitività europea. Il provvedimento è destinato a semplificare le compravendite, ad attirare l’interesse di nuovi investitori e a rinfocolare la fiducia degli operatori e rappresenta un importante segnale rivolto a un settore che contribuisce in maniera rilevante alla prospettiva della cultura italiana.</p>
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<p><em>A cura di Alfredo Spanò<br />
</em><em>Ufficio Stampa Associazione Culturale Pennabilli Antiquariato</em></p>
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		<title>SERPE SOTTO LA PIETRA &#124; Open call</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/serpe-sotto-la-pietra-open-call.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 22:02:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli d'antiquariato]]></category>
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		<category><![CDATA[Palazzo Farnese]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[OPEN CALL  Pennabilli Antiquariato lancia la sua prima call per artistə! SERPE SOTTO LA PIETRA è una open call che invita artistə, creativə, designer e collettivi di ogni età e provenienza a reinterpretare il patrimonio immateriale del territorio attraverso linguaggi contemporanei, indagando il sottile confine tra sacro e magico, tra protezione e pericolo, tra ciò&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/serpe-sotto-la-pietra-open-call.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">SERPE SOTTO LA PIETRA &#124; Open call</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>OPEN CALL </strong></h3>
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<div dir="auto"><strong>Pennabilli Antiquariato lancia la sua prima call per artistə!</strong></div>
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<div dir="auto">SERPE SOTTO LA PIETRA è una <strong>open call</strong> che invita <strong>artistə, creativə, designer</strong> e <strong>collettivi</strong> di ogni età e provenienza a reinterpretare il <strong>patrimonio immateriale</strong> del territorio attraverso linguaggi contemporanei, indagando il sottile confine tra sacro e magico, tra protezione e pericolo, tra ciò che è scritto e ciò che è sussurrato.</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Il vincitorə della call sarà ospitatə <strong>gratuitamente in residenza</strong>, per un periodo di immersione nel territorio utile ad esplorare il patrimonio immateriale locale, con l’opportunità di interagire con la comunità, esperti e archivi storici.</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">È previsto un <strong>premio economico</strong> a supporto dell’attività di ricerca artistica e un<strong> budget di produzione</strong> per la realizzazione delle opere, che saranno esposte durante la 54°edizione di <strong>Pennabilli Antiquariato, dal 29 giugno al 13 luglio 2025.</strong></div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"></div>
<pre></pre>
<div dir="auto">C’è tempo <strong>fino al 6 aprile</strong> per inviare la propria domanda:</div>
<ol>
<li dir="auto"><a href="http://ibit.ly/Rcwvz" target="_blank" rel="noopener"><span>scarica il pdf</span></a> della call con tutti i dettagli su tematiche, luoghi, budget e modalità di partecipazione: <span>qui</span></li>
<li dir="auto"><a href="http://ibit.ly/UmElt" target="_blank" rel="noopener"><span>compila il form</span></a> e candidati!</li>
</ol>
<pre></pre>
<hr>
<hr>
<pre></pre>
<div dir="auto">Per informazioni:</div>
<div dir="auto">fuorimostrapennabilli@gmail.com</div>
<div dir="auto">tel. 334 3199410</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"></div>
<pre></pre>
<pre></pre>
<div dir="auto">Serpe sotto la pietra è parte del progetto Habitat, un’iniziativa di <span class="html-span xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs"><span class="xt0psk2"><span class="xjp7ctv">Chiocciola la casa del nomade</span></span></span> realizzata in partenariato con Associazione Culturale <em>Pennabilli Antiquariato, finanziata da <span class="html-span xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs"><span class="xt0psk2"><span class="xjp7ctv">ActionAid Italia</span></span></span> E.T.S e Fondazione Realizza il Cambiamento nell’ambito del progetto The CARE – Civil Actors for Rights and Empowerment, cofinanziato dall’Unione Europea.</em></div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>La ricerca storica in campo artistico e l’Origine du Monde di Courbet</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/la-ricerca-storica-in-campo-artistico-e-lorigine-du-monde-di-courbet.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 21:55:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli d'antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Blog/News]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[ARTICOLI D’ANTIQUARIATO Non vi è pertugio nella vita e nell’opera di un artista che critici e storici dell’arte non pretendano di sondare e di svelare. Loro compito è, infatti, quello di verificare, analizzare e spiegare la narrazione artistica di un’epoca attraverso lo studio dei protagonisti e delle loro creazioni e quindi di qualsiasi elemento utile&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/la-ricerca-storica-in-campo-artistico-e-lorigine-du-monde-di-courbet.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">La ricerca storica in campo artistico e l’Origine du Monde di Courbet</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="p2">ARTICOLI D’ANTIQUARIATO</h2>
<p class="p3"><i>Non vi è pertugio nella vita e nell’opera di un artista che critici e storici dell’arte non pretendano di sondare e di svelare. Loro compito è, infatti, quello di verificare, analizzare e spiegare la narrazione artistica di un’epoca attraverso lo studio dei protagonisti e delle loro creazioni e quindi di qualsiasi elemento utile all’indagine che stanno compiendo.</i></p>
<p class="p3"><i>Svelare l’identità narrativa di un’opera d’arte o di un movimento artistico è compito lungo e complesso in quanto presuppone la capacità di lettura sia delle opere sia del contesto cronologico in cui si collocano. Ciò fa sì che lo storico dell’arte si spinga alla ricerca di qualsiasi testimonianza possa convalidare le sue tesi e gli consenta il raggiungimento dei suoi obiettivi, a volte con risultati discutibili. È significativo il caso del ritrovamento delle sculture falsamente attribuite ad Amedeo Modigliani nel greto del Fosso Reale a Livorno, nel 1984, che portò alcuni critici, entusiasti della scoperta, a compiere una madornale gaffe di fronte al mondo intero.</i></p>
<p class="p3">
Certo, <strong><i>L’Origine du monde</i></strong>, dipinto da <strong>Gustave Courbet</strong> (Ornans, 1819 – La Tour-de-Peilz, 1877) nel 1866 non è un quadro come tutti gli altri. Si può dire che il tema della nudità femminile sia nato con l’arte e risalga alla notte dei tempi, ma che non sia mai stato trattato in modo talmente realistico e ‘sfacciato’.</p>
<div class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-lOriginedumonde.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4696" class="wp-image-4696" title="Gustave Courbet, L'Origine du monde" src="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-lOriginedumonde.jpg" alt="Origine du monde - Gustave Courbet" width="800" height="532" srcset="https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-lOriginedumonde-200x133.jpg 200w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-lOriginedumonde-400x266.jpg 400w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-lOriginedumonde-600x399.jpg 600w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-lOriginedumonde-768x511.jpg 768w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-lOriginedumonde-800x532.jpg 800w, https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-lOriginedumonde.jpg 1024w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px"></a></p>
<p class="wp-caption-text">Gustave Courbet, L’Origine du monde</p>
</div>
<p class="p3">
Esclusa l’ipotesi che quel particolare anatomico potesse essere frutto della creatività o di una combinazione di reminiscenze dell’artista, il quesito a chi appartenesse quella procace vulva esposta in primo piano in un dipinto di 46 x 55 cm ha assillato e tolto il sonno a tanti studiosi per oltre un secolo. Alcuni di loro in passato avevano espresso delle ipotesi e fatto il nome, tra le altre, di una cortigiana, Jeanne de Tourbey, e di Jo Hifferman, l’amante irlandese dell’artista statunitense James Whistler e, in un secondo tempo, dello stesso Courbet, che la dipinse come <i>Jo, la belle irlandaise</i>; ma i dubbi persistevano, soprattutto perché il colore scuro del vello pubico mal si addiceva alla capigliatura rossa di Jo Hiffernan.</p>
<p class="p3">Nel 2018, uno storico francese, dopo anni di studi, ha forse risolto definitivamente l’enigma dell’appartenenza de<i> L’Origine du monde</i>, uno dei massimi capolavori della storia dell’arte. Lo studioso è Claude Schopp, storico della letteratura e in particolare di Dumas, la cui ricerca documentaria suffraga l’identificazione della modella in <strong>Constance Queniaux</strong>, <strong>ballerina dell’Opéra di Parigi</strong>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-ConstanceQueineaux02.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4695" class="wp-image-4695" title=" Constance Queineaux" src="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-ConstanceQueineaux02.jpg" alt=" Constance Queineaux" width="500" height="753" srcset="https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-ConstanceQueineaux02-200x301.jpg 200w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-ConstanceQueineaux02-400x602.jpg 400w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-ConstanceQueineaux02-600x904.jpg 600w, https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-06-ConstanceQueineaux02.jpg 680w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px"></a></p>
<p class="wp-caption-text">Constance Queineaux</p>
</div>
<p class="p3">
Claude Schopp ha analizzato la corrispondenza tra Alexandre Dumas figlio e la scrittrice George Sand e, in particolare, una lettera che Dumas inviò a Sand nel giugno del 1871, in cui a proposito di Courbet scriveva: “on ne peint pas de son pinceau le plus délicat et le plus sonore l’interview de M.lle Queniault de l’Opéra” ossia: “uno non dipinge col suo pennello la più delicata e sonora intervista della signorina Quéniaux dell’Opéra” (Queniault sta per Quéniaux).</p>
<p class="p3">Lo storico, resosi conto che nella trascrizione del manoscritto conservato nella Bibliothèque Nationale de France la parola “interview” non si accordava con il contesto, ha pensato bene di andare alla ricerca dell’originale scoprendo che Dumas non aveva scritto “interview”, bensì “intérieur”, il che farebbe propendere la rilettura del testo come una chiara allusione ai genitali della ballerina dell’Opéra. L’ipotesi è sostenuta anche dal fatto che il committente e primo proprietario del quadro fu il diplomatico turco Khalil Bey di cui Constance Quéniaux, che allora aveva trentaquattro anni e non danzava più, era divenuta amante.</p>
<p><em>Alfredo Spanò</em><br /><em>Ufficio stampa Associazione Culturale Pennabilli Antiquariato </em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La difesa delle ricchezze artistiche nazionali</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/la-difesa-delle-ricchezze-artistiche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 21:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli d'antiquariato]]></category>
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		<category><![CDATA[Tutela del patrimonio]]></category>
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					<description><![CDATA[ARTICOLI D’ANTIQUARIATO IL COMANDO PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE DEI CARABINIERI A DIFESA DELLE RICCHEZZE ARTISTICHE NAZIONALI Il Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri è stato istituito presso il Ministero della Pubblica Istruzione il 3 maggio 1969 dall’allora Capo di Stato Maggiore, Generale Arnaldo Ferrara, allo scopo di contrastare il saccheggio del patrimonio&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/la-difesa-delle-ricchezze-artistiche.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">La difesa delle ricchezze artistiche nazionali</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>ARTICOLI D’ANTIQUARIATO</h2>
<p class="p1"><em>IL COMANDO PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE DEI CARABINIERI A DIFESA DELLE RICCHEZZE ARTISTICHE NAZIONALI</em></p>
<p class="p3"><i>Il Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri è stato istituito presso il Ministero della Pubblica Istruzione il 3 maggio 1969 dall’allora Capo di Stato Maggiore, Generale Arnaldo Ferrara, allo scopo di contrastare il saccheggio del patrimonio storico, artistico e culturale d’Italia.</i></p>
<p class="p3"><i>Il nostro Paese è stato il primo al mondo a dotarsi di un organismo specialistico, anticipando la raccomandazione dell’UNESCO che esortava ad adottare misure volte a impedire l’esportazione illecita di beni culturali e a favorire il recupero di quelli trafugati.</i></p>
<p class="p3"><i>A seguito dei rilevanti risultati conseguiti, il 20 settembre 1971 il Comando Generale dell’Arma ha elevato il reparto al rango di Comando di Corpo e negli anni successivi, allo scopo di adeguare il modello organizzativo alle esigenze di contrasto della criminalità specializzata, ha creato le Sezioni Archeologia, Antiquariato, Falsificazione e Arte Contemporanea collocandolo nell’ambito del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali con la denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico.</i></p>
<p class="p3"><i>Oggi, il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, alle dipendenze funzionali del Ministro della Cultura, comprende un Reparto Operativo, ubicato a Roma, a cui sono attribuiti compiti di coordinamento investigativo in ambito nazionale e internazionale, sedici Nuclei, ciascuno con competenza su una o due regioni, e una Sezione per la Sicilia orientale.</i></p>
<p class="p3"><i>Uno strumento fondamentale per l’attività del Comando è la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, la più grande a livello mondiale, che contiene informazioni su beni trafugati e persi di provenienza italiana ed estera. Il Comando opera sul territorio nazionale in collaborazione con tutte le componenti dell’Arma dei Carabinieri e per le indagini finalizzate al recupero di beni culturali esportati illegalmente si avvale dell’Interpol.</i></p>
<p class="p3"><i>Per i meriti acquisiti dal Comando nel campo dei Beni Culturali sono state conferite alla Bandiera dell’Arma sette medaglie d’oro.</i></p>
<p> </p>
<p class="p3"><a href="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4687" title="Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale" src="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale.jpg" alt="Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale" width="800" height="368" srcset="https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale-200x92.jpg 200w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale-400x184.jpg 400w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale-600x276.jpg 600w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale-768x354.jpg 768w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale-800x368.jpg 800w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale-1024x472.jpg 1024w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale-1200x553.jpg 1200w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale-1320x608.jpg 1320w, https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale.jpg 1353w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px"></a></p>
<p>Una delle più recenti e significative operazioni di recupero da parte dei Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale ha riguardato una <strong>statua romana in marmo</strong> raffigurante un<strong> “Togatus”</strong>, opera del I secolo a.C., già collocata nel parco di <strong>Villa Marini Dettina in Roma</strong>, dal quale era stata trafugata circa dieci anni fa.</p>
<p class="p3">L’indagine è stata coordinata dalla Procura di Roma e condotta dalla Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.</p>
<p class="p3">La statua, asportata da ignoti nel novembre 2011, è stata individuata da due militari della Sezione Archeologia che si trovavano a Bruxelles in occasione di indagini internazionali. Al termine delle attività giornaliere, liberi dal servizio, curiosando per le vie del quartiere Sablon, ricco di antiquari, i due carabinieri hanno notato in una galleria una statua in marmo presumibilmente di provenienza italiana. Al rientro in patria, in collaborazione con la Sezione Elaborazione Dati, alcune immagini fotografiche acquisite a Bruxelles sono state confrontate con i file della Banca Dati Leonardo dei beni culturali illecitamente sottratti che hanno consentito di identificare la statua come quella<strong> asportata da Villa Marini Dettina</strong>.</p>
<p>L’importante scultura è stata sottoposta a sequestro su disposizione della Procura della Repubblica di Roma a seguito di Ordine d’Indagine Europeo accolto dalle autorità belghe e rimpatriata nello scorso febbraio. La scultura romana, che raffigura un “Togatus”, altissima espressione storico artistica del patrimonio culturale nazionale, ha una <strong>stima puramente commerciale</strong> valutata in circa <strong>centomila euro</strong>.</p>
<p><a href="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4688" title="Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale" src="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01.jpg" alt="Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale" width="600" height="600" srcset="https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01-45x45.jpg 45w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01-66x66.jpg 66w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01-150x150.jpg 150w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01-200x200.jpg 200w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01-300x300.jpg 300w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01-400x400.jpg 400w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01-600x600.jpg 600w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01-768x768.jpg 768w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01-800x800.jpg 800w, https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-05-CarabinieriTutelaPatrimonioCulturale01.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px"></a></p>
<p class="p1"><i>Alfredo Spanò<br /></i><em>Ufficio stampa Associazione Culturale Pennabilli Antiquariato </em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il falso dell’arte, l’arte del falso</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/il-falso-dellarte-larte-del-falso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 21:32:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli d'antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Blog/News]]></category>
		<category><![CDATA[Falsari]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Pennabilli]]></category>
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					<description><![CDATA[ARTICOLI D’ANTIQUARIATO Per molto tempo l’iscrizione “PAICAP”, individuata in alcuni dipinti trecenteschi custoditi in importanti musei e gallerie, rimase incomprensibile, finché alcuni esperti non avanzarono dubbi sulla loro autenticità e scoprirono come ne fosse autore Icilio Federico Joni (1866 – 1946), un senese che imitava perfettamente la tecnica di Duccio di Boninsegna o di Simone&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/il-falso-dellarte-larte-del-falso.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Il falso dell’arte, l’arte del falso</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>ARTICOLI D’ANTIQUARIATO</h2>
<p class="p1"><i>Per molto tempo l’iscrizione “PAICAP”, individuata in alcuni dipinti trecenteschi custoditi in importanti musei e gallerie, rimase incomprensibile, finché alcuni esperti non avanzarono dubbi sulla loro autenticità e scoprirono come ne fosse autore Icilio Federico Joni (1866 – 1946), un senese che imitava perfettamente la tecnica di Duccio di Boninsegna o di Simone Martini dipingendo su tavole che esponeva alle intemperie perché apparissero vecchie di secoli, e come quell’acronimo significasse “Per Andare In Culo Al Prossimo”. Ancora oggi, una delle sue opere è esposta al Metropolitan Museum di New York, solo da alcuni anni accompagnata da un’etichetta che cita il falsario senese.</i></p>
<p class="p1"><em>Han van Meegeren (1889 – 1947) ebbe la sfrontatezza e il coraggio di raggirare Hermann Göring, luogotenente di Hitler, a cui cedette per una cifra enorme un falso Vermeer. Il pittore olandese si procurava vecchie tele di nessun valore, le ripuliva e dipingeva soggetti originali, poi le invecchiava col calore di un forno. Il crisma di autenticità lo ebbe da un esperto, Abraham Bredius, che ingannato dalla qualità dell’opera, autenticò una “Cena in Emmaus” attribuita a Johannes van der Meer, acquistata nel 1937 dalla Rembrandt Society per 520.000 fiorini (circa 4,5 milioni di euro di oggi) e donata al Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam. Han van Meegeren fu arrestato nel 1945 quando le forze alleate trovarono il Vermeer in una miniera di sale che Göring usava come deposito. Le autorità ritennero il quadro autentico e risalirono a Han van Meegeren, che venne processato con l’accusa di collaborazionismo; per evitare la condanna confessò di essere un falsario dipingendo nell’aula del tribunale un “Gesù nel tempio”, ma morì d’infarto durante il processo nel maggio del 1945.</em></p>
<p class="p1"><em>Nato in Virginia nel 1955, Mark Landis viene soprannominato “il falsario filantropo”. Per oltre trent’anni si è preso gioco di esperti e galleristi con opere che spaziano dal Quattrocento all’epoca moderna senza mai venderle, ma offrendole in regalo e questo ha fatto sì che non potesse essere incriminato. Mark Landis ha regalato ai musei statunitensi più di cento quadri contraffatti utilizzando diverse identità, compresa quella di un gesuita, finché nel 2008 alcuni acquerelli insospettirono il curatore dell’Oklahoma City Museum of Art. Il suo successo si basava sull’esecuzione meticolosa della firma che, a suo dire, attenuava l’attenzione degli esperti nei confronti del dipinto.</em></p>
<p class="p1"><em>C’è un elemento comune che sembra stimolare alcuni pittori a intraprendere la carriera di falsario: l’impulso alla rivalsa su quel mondo che, all’inizio della loro carriera, non ne ha preso in considerazione le qualità e li ha respinti. Tuttora molte contraffazioni sono esposte in musei, gallerie e collezioni prestigiose, talvolta con la complicità dei curatori, restii ad ammettere la loro incompetenza e a veder precipitare la quotazione del “capolavoro” di un grande Maestro.</em></p>
</p>
<p class="p1">Dopo un’onorata carriera durata trentasei anni, lo ha tradito il tubetto di bianco al titanio utilizzato per dipingere un Max Ernst, un pigmento che l’artista tedesco non avrebbe potuto usare perché inesistente nel 1914, anno di datazione dell’opera. È stato solo nel 2008 che un perito britannico incaricato di analizzare un dipinto attribuito al pittore Heinrich Campendonk ha scoperto la truffa messa a segno da Wolfgang Beltracchi insieme alla moglie Helene.</p>
<div class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04_Wolfgang-Beltracchi_Quadrorosso-con-cavalli_Heinrich-Campendonk.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4682" class="wp-image-4682" title="Wolfgang Beltracchi, Quadrorosso con cavalli, Heinrich Campendonk" src="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04_Wolfgang-Beltracchi_Quadrorosso-con-cavalli_Heinrich-Campendonk.jpg" alt="Wolfgang Beltracchi, Quadrorosso con cavalli, Heinrich Campendonk" width="800" height="450" srcset="https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04_Wolfgang-Beltracchi_Quadrorosso-con-cavalli_Heinrich-Campendonk-200x113.jpg 200w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04_Wolfgang-Beltracchi_Quadrorosso-con-cavalli_Heinrich-Campendonk-400x225.jpg 400w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04_Wolfgang-Beltracchi_Quadrorosso-con-cavalli_Heinrich-Campendonk-600x338.jpg 600w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04_Wolfgang-Beltracchi_Quadrorosso-con-cavalli_Heinrich-Campendonk-768x432.jpg 768w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04_Wolfgang-Beltracchi_Quadrorosso-con-cavalli_Heinrich-Campendonk-800x450.jpg 800w, https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04_Wolfgang-Beltracchi_Quadrorosso-con-cavalli_Heinrich-Campendonk.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px"></a></p>
<p class="wp-caption-text">Wolfgang Beltracchi, Quadrorosso con cavalli, Heinrich Campendonk</p>
</div>
<p class="p1">
Wolfgang Beltracchi, nome d’arte di Wolfgang Fischer, (chissà perché mai la scelta di uno pseudonimo italiano!) nel 2011 è stato condannato dal tribunale di Colonia a sei anni di carcere per aver immesso nel mercato dell’arte quattordici falsi, di cui ha confessato la paternità, che gli hanno fruttato circa 30 milioni di euro, solo una piccola parte della produzione di dipinti firmati Picasso, Campendonk, Derain, Léger, Van Dongen,… più di trecento opere nello stile di circa cinquanta autori diversi. Il totale dei profitti che Beltracchi avrebbe ricavato dalla vendita dei suoi falsi supererebbe i 100 milioni di euro.</p>
<p class="p1">Beltracchi non ha mai copiato un dipinto esistente, ma ha replicato tecnica e stile di ciascun autore dopo averne studiato il linguaggio e con il suo talento ha ingannato critici e collezionisti.</p>
<p class="p1">Wolfgang Beltracchi nasce nel 1951 in Germania. È figlio d’arte: suo padre è un restauratore ed esegue riproduzioni di opere di famosi artisti a fini commerciali. Wolfgang impara presto a dipingere e inizia una modesta carriera, ma negli anni ’80 decide di fare un salto di qualità e getta le basi del suo grande raggiro. Viene a conoscenza delle vicende di un mercante d’arte ebreo di Berlino, Alfred Flechtheim (1878 – 1937), che aveva lasciato la Germania dopo l’ascesa al potere di Hitler, la cui collezione di arte moderna era stata confiscata dai nazisti. Nei cataloghi delle mostre allestite da Flechtheim, Beltracchi individua le tele considerate perdute, ma invece di realizzare delle copie crea delle opere originali nello stile dei grandi maestri dell’epoca.</p>
<p class="p1">Beltracchi si procura vecchie tele usate da pittori di scarsa importanza, ne scrosta il colore e dipinge utilizzando vecchi pigmenti, infine sottopone i quadri a trattamenti che ne simulino l’invecchiamento e applica sul retro false etichette; racconta di essere venuto in possesso della collezione di un ricco industriale, Werner Jägers, in realtà il nonno della moglie Helene, erede delle opere che Flechtheim gli aveva svenduto prima di abbandonare la Germania e che erano nascoste in una casa di campagna per proteggerle dalle retate naziste. Perché la storia risulti ancora più convincente Beltracchi scatta con una vecchia macchina fotografica e una pellicola scaduta alcune istantanee della moglie Helen nelle vesti della nonna all’interno di una casa le cui pareti sono ricoperte dei suoi falsi, facendo credere che risalgano agli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p class="p1">I quadri vengono acquistati da galleristi e collezionisti di tutto il mondo finché nel 2006, non si scopre che il “Quadro rosso con cavalli”, attribuito a Heinrich Campendonk, contiene un pigmento inesistente all’epoca in cui l’opera sarebbe stata realizzata.</p>
<p class="p1">Nel 2010 Beltracchi e la moglie Helene vengono arrestati, processati e condannati rispettivamente a sei e quattro anni, oltre al pagamento di molti milioni di euro di risarcimento.</p>
<div class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04HeleneBeltracchi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4683" class="wp-image-4683" title="Helene Beltracchi" src="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04HeleneBeltracchi.jpg" alt="Helene Beltracchi" width="600" height="425" srcset="https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04HeleneBeltracchi-200x142.jpg 200w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04HeleneBeltracchi-400x283.jpg 400w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04HeleneBeltracchi-600x425.jpg 600w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04HeleneBeltracchi-768x544.jpg 768w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04HeleneBeltracchi-800x566.jpg 800w, https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/Art.-04HeleneBeltracchi.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px"></a></p>
<p class="wp-caption-text">Helene Beltracchi</p>
</div>
<p> </p>
<p class="p1">Beltracchi è stato liberato nel 2015, dopo aver scontato tre anni di carcere, e ha ripreso a dipingere firmando con il suo nome e a esporre, ma molti suoi falsi si trovano ancora nelle collezioni e nei musei di tutto il mondo perché anche chi sa non denuncia per non mettere a repentaglio cifre elevatissime. La polizia tedesca sostiene di averne individuate sessanta, mentre Beltracchi afferma che siano centinaia.</p>
<p> </p>
<p class="p1"><i>Alfredo Spanò<br />
Ufficio stampa Associazione Culturale Pennabilli Antiquariato</i></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’ingannevole intitolazione delle opere d’arte di Rembrandt</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/ingannevole-intitolazione-delle-opere-darte-di-rembrandt.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 21:14:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli d'antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Blog/News]]></category>
		<category><![CDATA[Rembrandt]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre antiquariato]]></category>
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					<description><![CDATA[ARTICOLI D’ANTIQUARIATO A molte opere, inclusi alcuni capolavori noti, sono attribuiti titoli che i loro autori non avrebbero neppure immaginato e che non trovano giustificazione se non nella fantasia e nella distorsione mentale di collezionisti e critici d’arte.   Rembrandt, La sposa ebrea, 1666 circa, olio su tela (Rijksmuseum, Amsterdam)   “La sposa ebrea” è&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/ingannevole-intitolazione-delle-opere-darte-di-rembrandt.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">L’ingannevole intitolazione delle opere d’arte di Rembrandt</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>ARTICOLI D’ANTIQUARIATO</h2>
<p class="p1"><i>A molte opere, inclusi alcuni capolavori noti, sono attribuiti titoli che i loro autori non avrebbero neppure immaginato e che non trovano giustificazione se non nella fantasia e nella distorsione mentale di collezionisti e critici d’arte.</i></p>
<p> </p>
<div class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/AA04_Rembrandt_Lasposaebrea.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4679" class="wp-image-4679" src="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/AA04_Rembrandt_Lasposaebrea.jpeg" alt="Rembrandt La sposa ebrea" width="800" height="584" srcset="https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/AA04_Rembrandt_Lasposaebrea-200x146.jpeg 200w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/AA04_Rembrandt_Lasposaebrea-400x292.jpeg 400w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/AA04_Rembrandt_Lasposaebrea-600x438.jpeg 600w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/AA04_Rembrandt_Lasposaebrea-768x560.jpeg 768w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/AA04_Rembrandt_Lasposaebrea-800x584.jpeg 800w, https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/AA04_Rembrandt_Lasposaebrea.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px"></a></p>
<p class="wp-caption-text">Rembrandt, La sposa ebrea, 1666 circa, olio su tela (Rijksmuseum, Amsterdam)</p>
</div>
<p> </p>
<p class="p1"><strong>“La sposa ebrea”</strong> è un olio su tela di 121,5 x 166,5 cm realizzato dal pittore<strong> Rembrandt Harmenszoon Van Rijn</strong> all’incirca nel 1666. Il dipinto, conservato nel <strong>Rijksmuseum di Amsterdam</strong>, firmato “Rembrandt F.(ecit)” e datato “16(…)”, ritrae un uomo che abbraccia una donna: il loro atteggiamento non ha nulla di lascivo, ma lascia presupporre un’intima consuetudine tra i due. Il soggetto si presta a diverse interpretazioni tanto che i significati attribuitigli sono state molteplici quanto improbabili: agli inizi dell’Ottocento, il proprietario del dipinto, John Smith, vi lesse un augurio di compleanno alla donna, il proprietario successivo identificò la donna come una sposa ebrea che il padre cinge con una collana; da allora in poi il tema biblico prese il sopravvento identificando le due figure come personaggi dell’epopea israelita, in particolare Isacco e Rebecca. Nel XIX secolo “La sposa ebrea” appartenne al banchiere olandese Adriaan van der Hoop, che la donò alla città di Amsterdam assieme ad altri 250 dipinti che, al suo trapasso, riuscirono a malapena a compensare le tasse di successione, ma contribuirono in modo determinante alla raccolta del Rijksmuseum.</p>
<p class="p1">Come per tanti capolavori della storia dell’arte universale, <strong>titoli posticci</strong> e<strong> interpretazioni di collezionisti e critici</strong> non hanno altro effetto se non quello di sviare l’osservatore dall’impeto emozionale e dalla qualità artistica che prorompono dalla tela. Sicuramente su “La sposa ebrea” influì il fatto che Rembrandt fosse vissuto nel quartiere sefardita di Amsterdam e avesse ritratto illustri esponenti di quella società divenendo uno degli autori preferiti dai collezionisti ebrei.</p>
<p class="p1">Chi in realtà abbia ritratto Rembrandt e quale fosse il legame che univa la coppia, quali i sentimenti dei protagonisti non è dato sapere e non si saprà mai, a meno che da qualche archivio o da qualche soffitta polverosa non emergano documenti attendibili sull’opera del Maestro fiammingo.</p>
<p class="p1">Sullo sfondo cupo e incerto, da cui non trapela alcun indizio sulla scena dell’incontro, risaltano i due personaggi riccamente vestiti che, seppure non si guardino, dimostrano confidenza e intimità e comunicano con la postura e la gestualità. Lui le abbraccia la spalla e con la mano destra le sfiora il seno in un gesto che appare, più che lussurioso, di affettuoso possesso e che la dama accetta accompagnandolo con la sua mano, mentre l’altra stringe all’altezza del ventre un oggetto indefinibile, forse a indicare un vincolo spirituale e fisico insieme.</p>
<p class="p1">Le moderne indagini radiografiche hanno mostrato che in una prima versione del dipinto, la donna sedeva sulle ginocchia dell’uomo come in un disegno in cui Rembrandt aveva raffigurato Isacco e Rebecca ispirandosi all’affresco di Raffaello nelle Logge Vaticane.</p>
<p class="p1">Con una rutilante tempesta di colori oro e porpora, Rembrandt sembra voler rappresentare il <strong>senso universale dell’amore</strong> più completo tra uomo e donna, vero elemento prezioso della vita, di cui abiti e gioielli sono testimonianze simboliche, ma la cui efficacia figurativa è<span class="Apple-converted-space">  </span>stupefacente. Il quadro ha un <strong>forte impatto estetico</strong> ed è capace di suscitare nell’osservatore stimoli emotivi individuali profondi nonostante il titolo fuorviante.</p>
<p class="p1">Certo, stupisce come la storia dell’arte si sia divertita ad attribuire ad alcune opere<span class="Apple-converted-space">  </span>intitolazioni improbabili mentre si esercitava a metterne in dubbio altre, fino allora considerate veritiere, come nel caso della Gioconda, che Giorgio Vasari indica chiaramente essere Lisa Gherardini, sposa del mercante fiorentino Francesco del Giocondo, identificazione confermata in un documento del 1503: “Come il pittore Apelle, così fa Leonardo da Vinci in tutti i suoi dipinti, ad esempio per la testa di Lisa del Giocondo e…”, ma per la quale, sull’onda di moderne esercitazioni letterarie, sono stati insinuati dubbi discutibili.</p>
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<p class="p1"><i>Alfredo Spanò<br /></i><i>Ufficio Stampa Associazione Culturale Pennabilli Antiquariato</i></p>
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		<title>Il complesso dei Girolamini a Napoli verso la riapertura</title>
		<link>https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/riapertura-del-complesso-dei-girolamini-a-napoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antiquariato Online]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 21:05:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli d'antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Blog/News]]></category>
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					<description><![CDATA[ARTICOLI D’ANTIQUARIATO Si avvicina alla conclusione il lungo percorso di recupero del complesso dei Girolamini a Napoli. La Biblioteca dei Girolamini, dissequestrata dopo dieci anni dalla Procura di Napoli, è stata visitata pochi giorni fa dal Ministro della Cultura Dario Franceschini insieme al Sindaco Gaetano Manfredi e al Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, che da&#8230; <a class="more-link" href="https://www.pennabilliantiquariato.net/news-antiquariato/riapertura-del-complesso-dei-girolamini-a-napoli.html">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Il complesso dei Girolamini a Napoli verso la riapertura</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>ARTICOLI D’ANTIQUARIATO</h2>
<p class="p3"><i>Si avvicina alla conclusione il lungo percorso di recupero del complesso dei Girolamini a Napoli.<br />
La Biblioteca dei Girolamini, dissequestrata dopo dieci anni dalla Procura di Napoli, è stata visitata pochi giorni fa dal Ministro della Cultura Dario Franceschini insieme al Sindaco Gaetano Manfredi e al Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, che da PM condusse le indagini sul clamoroso furto di incunaboli e libri antichi che devastò l’istituzione un decennio or sono.</i></p>
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<div class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4675" class="wp-image-4675" src="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1.jpeg" alt="Il complesso monumentale della biblioteca dei Girolamini" width="800" height="501" srcset="https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1-200x125.jpeg 200w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1-400x250.jpeg 400w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1-600x376.jpeg 600w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1-768x481.jpeg 768w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1-800x501.jpeg 800w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1-1024x641.jpeg 1024w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1-1200x751.jpeg 1200w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1-1320x826.jpeg 1320w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1-1536x961.jpeg 1536w, https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/biblioteca-girolamini-napoli-ansa-1.jpeg 2080w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px"></a></p>
<p class="wp-caption-text">Il complesso monumentale della biblioteca dei Girolamini. Napoli 31 Luglio 2018. ANSA/CESARE ABBATE</p>
</div>
<p class="p1">Il <strong>complesso dei Girolamini</strong>, che comprende la chiesa, la quadreria e la celebre biblioteca, costituisce un prestigioso fulcro culturale della città di <strong>Napoli</strong>.</p>
<p class="p1">Nel 1575 Filippo Neri istituì presso la chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma la Congregazione dell’Oratorio, riconosciuta nel 1575 da papa Gregorio XIII con la bolla <i>Copiosus in misericordia</i> e provvide alla creazione della <strong>Biblioteca Vallicelliana</strong>, che aveva il compito di promuovere la cultura ecclesiastica della Congregazione affinché i suoi membri svolgessero la loro missione religiosa. Nel 1586 alcuni oratoriani fondarono a Napoli la casa dei padri Filippini e la Biblioteca dei Girolamini, così denominata a motivo della loro provenienza dalla<strong> Chiesa di San Girolamo della Carità di Roma</strong>.</p>
<p class="p1">La decisione di aprire la Biblioteca al pubblico consentì rapporti culturali tra intellettuali laici e Filippini. Nel 1866, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi e alla confisca dei beni ecclesiastici, la Biblioteca fu trasformata in biblioteca di diritto pubblico. La <strong>quadreria</strong>, formatasi tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 grazie a donazioni, custodisce dipinti di maestri come <strong>Andrea Sabatini</strong>, <strong>Agostino Tesauro</strong> e <strong>Giovan Filippo Criscuolo</strong>, testimonianze del movimento della Controriforma dei pittori napoletani <strong>Fabrizio Santafede</strong> e <strong>Girolamo Imparato</strong>, dipinti di <strong>Federico Zuccari</strong> e del <strong>Pomarancio</strong>, del tardo manierismo umbro e fiorentino, a cui si accompagnano opere del Seicento naturalistico di<strong> Battistello Caracciolo</strong>, <strong>Jusepe De Ribera</strong>,<strong> Andrea Vaccaro</strong>, fino al famoso “<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Guida_Reni_-_Incontro_tra_Ges%C3%B9_e_San_Giovanni_Battista_%28Girolamini,_Napoli%29.jpg" target="_blank" rel="noopener">Incontro di Gesù con San Giovanni Battista</a>” di<strong> Guido Reni</strong>.</p>
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<div class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/AA03_GuidoReniIncontrotraGesuCC80eSanGiovanniBattista.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4673" class="wp-image-4673" title="Guido Reni Incontro tra Gesù e San Giovanni Battista" src="https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/AA03_GuidoReniIncontrotraGesuCC80eSanGiovanniBattista.jpeg" alt="Guido Reni Incontro tra Gesù e San Giovanni Battista" width="600" height="795" srcset="https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/AA03_GuidoReniIncontrotraGesùeSanGiovanniBattista-200x265.jpeg 200w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/AA03_GuidoReniIncontrotraGesùeSanGiovanniBattista-400x530.jpeg 400w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/AA03_GuidoReniIncontrotraGesùeSanGiovanniBattista-600x795.jpeg 600w, https://www.pennabilliantiquariato.net/wp-content/uploads/2022/07/AA03_GuidoReniIncontrotraGesùeSanGiovanniBattista-768x1017.jpeg 768w, https://www.antiquariatoonline.org/wp-content/uploads/2022/07/AA03_GuidoReniIncontrotraGesuCC80eSanGiovanniBattista.jpeg 773w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px"></a></p>
<p class="wp-caption-text">Guido Reni, Incontro tra Gesù e San Giovanni Battista</p>
</div>
<p> </p>
<h3 class="p1">Il saccheggio</h3>
<p class="p1">La Biblioteca raggiunse purtroppo l’apice della fama quando emerse il clamoroso <strong>furto di migliaia di volumi antichi</strong>, di cui si rese colpevole <strong>il direttore Marino Massimo De Caro</strong>, autore di un sistematico saccheggio prolungatosi per tutto il 2011.</p>
<p class="p1">Al vertice di una istituzione di tale importanza e ricchezza artistica e culturale si potrebbe immaginare uno studioso competente, un topo di biblioteca, non un ex portaborse, un faccendiere con protezioni eccellenti da parte di politici di poco chiara fama e di grigie eminenze vaticane, proprietario di una libreria antiquaria attiva nel commercio internazionale, abile falsario: “… affidare la preziosissima biblioteca della Congregazione a uno come De Caro sarebbe più o meno come mettere un piromane a capo della Forestale.” scrisse allora il critico d’arte Tomaso Montanari.</p>
<p class="p1">Oggi si intravede la riapertura, ritardata dal restauro delle facciate, e la <strong>restituzione alla fruizione pubblica</strong> indirizzata a ripristinare una visione organica globale del complesso e il suo rapporto con il tessuto civile di Napoli.</p>
<p class="p1">De Caro è stato condannato per il reato di peculato a sette anni di reclusione, oltre al risarcimento del danno nei confronti della parte civile, il Comune di Napoli, insieme a padre Sandro Marsano, conservatore, attraverso il pagamento della somma di 19.460.000,00 €.</p>
<p class="p1">Nella sentenza si legge: “Non è in discussione, quindi, che il De Caro abbia pianificato e attuato un’opera di smembramento, mutilazione, sistematico danneggiamento ed illecito sfruttamento economico del patrimonio librario, tale da determinare, all’esito, la devastazione ed il saccheggio del patrimonio della Biblioteca Girolamini di Napoli…”</p>
<p class="p1">Il caso della Biblioteca dei Girolamini di Napoli è forse il più eclatante esempio di come il patrimonio storico, archeologico, artistico, monumentale e bibliotecario del nostro Paese, spesso poco considerato dalla politica e oppresso dalla burocrazia, venga trascurato dallo Stato che, invece, dovrebbe farsi carico della sua protezione, dell’accessibilità e della fruibilità pubblica.</p>
<p> </p>
<p><em>Alfredo Spanò<br /></em><i>Ufficio Stampa Associazione Culturale Pennabilli Antiquariato</i></p>
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