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Le anticipazioni e i commenti del coordinatore Giuseppe Giannini

Il 9 luglio aprirà i battenti la 46ª edizione della Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato Città di Pennabilli. Quali caratteristiche avrà? Quale sarà il tema della collaterale? Con quali iniziative Pennabilli accoglierà espositori e visitatori? Lo racconta il coordinatore della Mostra Giuseppe Giannini.

Pennabilli Antiquariato, alla sua 46ª edizione, si riconferma come una prestigiosa rassegna culturale, senza confini di spazio, tempo e luogo: un viaggio affascinante tra le testimonianze più varie di epoche e stili, dove dipinti, sculture, mobili, suppellettili, maioliche, tappeti, gioielli, strumenti, stampe testimoniano l’arte e l’ingegno dell’uomo dalle origini della civiltà al Ventesimo Secolo.

«E non solo, perché al viaggio figurato nel tempo che ogni visitatore potrà compiere attraversando le sale di Palazzo Olivieri si affianca quello reale tra paesaggi incontaminati e antichi borghi fortificati traboccanti di arte e storia e la possibilità di sperimentare l’ospitalità genuina delle genti del luogo. La visita alla mostra rappresenta quindi un’esperienza culturale a tutto tondo.»

Dal 9 al 24 luglio Pennabilli ospiterà una quarantina di antiquari italiani ed europei, molti di loro sono espositori affezionati, presenti a ogni edizione ormai da molti anni, altri sono importanti rientri, altri ancora sono nuove, attese conoscenze. Nell’insieme costituiscono un panorama vasto e composito del più autorevole mondo dell’antiquariato.

«Per tutti l’occasione è unica perché l’incontro tra la città di Pennabilli e la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato è sicuramente dei più felici: ha saputo apprezzarla e incoraggiarla con la passione che la contraddistingue riconoscendone un ruolo che non si limita al solo compito  mercantile, ma comprende attività di ricerca, studio e salvaguardia del patrimonio artistico, in particolare del territorio del Montefeltro, che l’accompagna fin dalla sua fondazione.»

Con questi presupposti la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato costituisce un evento importante per Pennabilli, ma anche per tutto il Montefeltro: la presenza di antiquari provenienti da tutte le regioni d’Italia e dall’Europa, di collezionisti, appassionati d’arte o semplici curiosi che approfittano dell’esposizione per conoscere una delle regioni più ricche di storia e testimonianze artistiche del nostro Paese, stimola e favorisce la partecipazione delle istituzioni e riceve appoggio e sostegno dalle attività imprenditoriali.

«Pennabilli Antiquariato cresce e si perfeziona anno dopo anno, fondendo il fascino della tradizione con le esigenze di un mercato moderno e dinamico: risultato frutto del lavoro continuo dell’Associazione promotrice che lavora senza soluzione di continuità. Terminata un’edizione ci si rimette in moto per la successiva poiché l’Associazione ha come unico scopo la Mostra e tutte le sue energie si convogliano su un impegno serio e attento che si concretizza:

nella ricerca degli espositori, sempre più vari per provenienza e merceologia, selezionati e competenti,

nella scelta delle opere esposte, oneste e certificate da una commissione di esperti,

nell’ideazione di una mostra collaterale con valenza di vero e proprio evento culturale di rilevanza nazionale,

nell’allestimento elegante e essenziale delle sale di Palazzo Olivieri,

nella messa a punto di alcuni servizi molto apprezzati dagli antiquari e dai visitatori in quanto rendono più confortevole la permanenza degli uni e la visita degli altri,

in un pacchetto di accordi con istituzioni museali e culturali al fine di promuovere il territorio e favorirne la conoscenza durante e dopo il periodo della mostra,

in convenzioni con iniziative eno gastronomiche locali.»

La collaterale che accompagna la 46ª edizione della Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato Città di Pennabilli si intitola “Dall’ombelico in su”.

«Sarà dedicata alle opere scultoree del maestro Ilario Fioravanti. L’idea è nata dal ricordo dell’amicizia che ha legato l’artista a Tonino Guerra, con cui aveva prospettato alcuni anni fa, quando il Poeta era ancora in vita, l’idea di una mostra a Pennabilli. Abbiamo voluto, con il supporto dello scrittore Salvatore Giannella, che era partecipe di quel progetto, realizzarlo finalmente. La mostra “Dall’ombelico in su” presenterà 40 sculture in terracotta di nudi femminili e una nutrita esposizione di sanguigne, che riproducono per lo più i bozzetti delle opere esposte.

 

INFO

Durata: 9 – 24 luglio 2016

Sede: Palazzo Olivieri, Piazza Montefeltro, Pennabilli RN

Inaugurazione: 8 luglio, ore 17,30

Orario: da lunedì a venerdì dalle 15 alle 20; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20,30

Espositori: 40

Ingresso: 10 euro

Sito internet: www.pennabilliantiquariato.net

Superficie espositiva: 2000 mq

Come arrivare: Pennabilli è raggiungibile in mezz’ora d’auto da Rimini e da Sansepolcro AR percorrendo la SS 258 Marecchiese

Organizzazione: Associazione Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato Città di Pennabilli – Salita Valentini 1 – 47864 Pennabilli RN – tel 0541 928578 – www.pennabilliantiquariato.netinfo@pennabilliantiquariato.net

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Boulle

BoulleCon questo termine, “baulle”, si designa una tecnica d’intarsio basata sull’accoppiamento a contrasto tra l’ottone dorato e la tartaruga, inventato in Italia nel secolo X, ma che ormai è denominata impropriamente stile Boulle o intarsio alla Boulle dal nome dell’omonimo ébéniste di Luigi XIV (nomina avvenuta nel 1672) che la portò a livelli di insuperata perfezione esecutiva. La tecnica consisteva nell’incidere raffigurazioni ornamentali su due fogli incollati fra loro di uguale spessore di ottone e tartaruga, indi nel ritagliare le ornamentazioni delineate e di staccare poi i due fogli. Ricomponendo le ornamentazioni ritagliate in ottone sul fondo di tartaruga, si otteneva l’intarsio detto “prima parte”, con quelle in tartaruga sul fondo di ottone si aveva l’intarsio detto “controintarsio”.

Il successo di A.C Boulle (1642-1723) fu dovuto, oltre che alla sua abilità tecnica, alla simmetrica armonia con cui seppe servirsi degli intarsi, e alla fantasia delle sue ornamentazioni, al fascino della decorazione dei suoi mobili risiedeva anche nell’accortezza d’impiallacciare in ebano le parti non intarsiate e di aggiungere altre materie preziose (madreperla, pietre dure, avorio…) ed infine nel pregio delle parti in bronzo, spesso veri e propri pezzi di scultura. Tale successo si protrasse nel tempo grazie all’opera dei suoi due figlioli e proseguì per altri due secoli e non solo in Francia. L’aspetto meraviglioso di questi mobili spesso viene deturpato dal sollevamento delle lastre o degli intarsi in ottone a causa di una scarsa manutenzione che sostanzialmente consiste nel riposizionare correttamente gli elementi distaccati. La diversità dei materiali presenti (legno, ottone e tartaruga) reagisce in modo diverso alle sollecitazioni termiche o igroscopiche e pertanto per questi mobili viene richiesta una manutenzione accurata.

 

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La lucidatura a tampone

lucidatura-a-tamponeIl classico sistema di lucidatura del legno con vernici alla gommalacca vanta un’origine abbastanza antica; infatti si ritiene che i primi lavori di tale natura siano stati eseguiti in Francia verso la metà del XVIII secolo. Da quell’epoca la verniciatura a tampone ha mantenuto la sua priorità rispetto a tutti gli altri sistemi esistenti nonostante il sopravvento delle vernici cellulosiche più rapide e meno costose.

Il sistema di lucidatura a tampone, se eseguito a regola d’arte, è la finitura che in assoluto dà i risultati migliori in quanto conferisce agli oggetti uno spiccato splendore, una lucentezza del tutto particolare e nello stesso tempo promuove la formazione di una pellicola protettiva  abbastanza resistente all’usura e quindi di ottima durata. Applicato ai mobili tanto comuni che di lusso, ne aumenta assai il valore ed il pregio artistico facendo spiccare  e ravvivando la ricchezza delle tinte  ed il grazioso effetto delle marezzature dei legni di cui essi sono costituiti. Una corretta lucidatura richiede quindi dei tempi lunghi (tra le varie fasi della lucidatura bisogna lasciare il tempo alla vernice di essiccare) che possono arrivare anche a uno o due mesi prima di poter procedere alla finitura definitiva.