Il fascino delle arti s’intreccia alla memoria di un passato importante

Come ogni anno, Pennabilli diventa un piccolo grande museo e si offre alla visita di tutti coloro che avranno il piacere di visitare uno scorcio d’Italia in cui eccezionalmente il fascino delle arti s’intreccia alla memoria di un passato importante, alle vestigia di un casato illustre.

Per l’intera la durata della sua Mostra Mercato d’Antiquariato, e non solo, Pennabilli è una meta ricca di spunti d’interesse per quel turismo estivo sempre più diversificato ed esigente che puntualmente popola le splendide coste adriatiche tra Marche, Emilia e Romagna: Rimini è a mezz’ora o poco più.

La vacanza sarà ancora più piacevole se unita all’opportunità di vivere un’esperienza culturale di eccellente qualità come Pennabilli Antiquariato.

Dopo la spiaggia Pennabilli offre il piacere qualche ora di ristoro in collina, nella regione del Montefeltro. Qui si scoprono castelli misteriosi e borghi fortificati, città ricche d’arte e di storia, freschi paesaggi lontani dal traffico e dal cemento, casolari dove la cucina e l’ospitalità sono rimaste quelle di un tempo.

E proprio perché il pubblico della mostra non è fatto solo di grandi collezionisti e estimatori dell’alta epoca, ma anche di giovani e di nuovi appassionati, le tipologie trattate nell’esposizione sono varie: accanto a opere di elevato valore storico, artistico ed economico, ci sono pezzi di un’antiquariato più accessibile, di epoca più recente ma comunque di qualità.

Pennabilli è la proposta che completa il turismo della riviera marchigiano-romagnola: una dolce collina, dove antico e moderno si fondono perfettamente, dove la poesia della tradizione si sposa con la magia di realizzazioni uniche come i ‘Luoghi dell’anima’ di Tonino Guerra, dove un’escursione diventa un’occasione per viaggiare nella storia e dentro se stessi.

Come Arrivare

Dove Dormire

Dove Mangiare

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Maurizio De Paoli, relatore della serata del Grand Tour

In vista dell’evento del 13 ottobre 2016 “Grand Tour” che si terrà a Palazzo Bovara (Corso Venezia 51, Mi) in compagnia di molti antiquari milanesi, abbiamo contattato il relatore Maurizio De Paoli che ci introdurrà in questo viaggio. L’architetto De Paoli è laureato in architettura a pieni voti presso il Politecnico di Milano; ha iniziato l’attività professionale dedicandosi alla progettazione nell’ambito residenziale, commerciale e industriale; si dedica anche alla ricerca ed all’insegnamento nel campo della storia dell’arredamento e delle arti applicate e decorative.

Già nel medioevo l’Italia è l’ombelico del Mediterraneo; la centralità dell’Italia è confermata anche dal mito di Roma, Città Eterna e Caput Mundi. Sostituendosi a Gerusalemme quale centro della Cristianità, è la meta privilegiata dei pellegrini, ma anche di umanisti e cultori dell’antico, precursori del viaggio laico di formazione che diverrà, a partire dal XIV secolo e fino al XIX secolo, il “Grand Tour”.

Come e quando è nato il suo interesse per l’antiquariato? Sin da bambino probabilmente per caso; ho sempre trovato interessante e affascinante leggere la storia che ogni oggetto in qualche modo incarna.

Di cosa parlerà il 13 ottobre? Parlerò in generale del Grand Tour perché il tempo che mi è stato dato è ridotto, quindi cercherò di dare più informazioni e dettagli possibili. Il Grand Tour è un fenomeno per il quale non esisteva nazione straniera in cui i giovani delle più influenti famiglie non venissero inviati in Italia per perfezionare il loro processo educativo. Una vera e propria “immersione nell’antichità” alla ricerca dei fasti del passato e delle più profonde radici della cultura europea; dunque il Grand Tour è un fenomeno che ha mosso sicuramente tutta l’Europa, se non anche altri continenti.

C’è qualche legame tra il turismo attuale e i viaggiatori del ‘700? Sicuramente si, molti luoghi comuni che si sono radicati nei secoli passati trovano ancora attualità. Che senso ha ricordare il Grand Tour?  Ricordare il Grand Tour dovrebbe risvegliare la coscienza italiana e la consapevolezza di un grande passato, ovvero di quando l’Italia era il centro del Mondo e veniva considerata anche un punto di riferimento per tutti. Spesso l’italiano non si rende di in quale meraviglia vive.

Qual’è il suo ricordo di viaggio più bello? Devo dire che ogni viaggio è un’esperienza, quindi ogni viaggio lascia dei ricordi, delle sensazioni; non credo ci sia un viaggio più bello di un altro ma semplicemente ricordi diversi e magari più belli di altri, ma questo è soggettivo.

Che cosa si aspetta dal pubblica della serata del 13 ottobre? La domanda qui andrebbe invertita, cioè cosa il pubblico si aspetta dalla serata del 13 ottobre; io spero che ce lo dica il pubblico appena dopo la serata, spero che rimanga incuriosito e soddisfatto nonostante il breve tempo che mi è stato dato a disposizione.

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Le anticipazioni e i commenti del coordinatore Giuseppe Giannini

Il 9 luglio aprirà i battenti la 46ª edizione della Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato Città di Pennabilli. Quali caratteristiche avrà? Quale sarà il tema della collaterale? Con quali iniziative Pennabilli accoglierà espositori e visitatori? Lo racconta il coordinatore della Mostra Giuseppe Giannini.

Pennabilli Antiquariato, alla sua 46ª edizione, si riconferma come una prestigiosa rassegna culturale, senza confini di spazio, tempo e luogo: un viaggio affascinante tra le testimonianze più varie di epoche e stili, dove dipinti, sculture, mobili, suppellettili, maioliche, tappeti, gioielli, strumenti, stampe testimoniano l’arte e l’ingegno dell’uomo dalle origini della civiltà al Ventesimo Secolo.

«E non solo, perché al viaggio figurato nel tempo che ogni visitatore potrà compiere attraversando le sale di Palazzo Olivieri si affianca quello reale tra paesaggi incontaminati e antichi borghi fortificati traboccanti di arte e storia e la possibilità di sperimentare l’ospitalità genuina delle genti del luogo. La visita alla mostra rappresenta quindi un’esperienza culturale a tutto tondo.»

Dal 9 al 24 luglio Pennabilli ospiterà una quarantina di antiquari italiani ed europei, molti di loro sono espositori affezionati, presenti a ogni edizione ormai da molti anni, altri sono importanti rientri, altri ancora sono nuove, attese conoscenze. Nell’insieme costituiscono un panorama vasto e composito del più autorevole mondo dell’antiquariato.

«Per tutti l’occasione è unica perché l’incontro tra la città di Pennabilli e la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato è sicuramente dei più felici: ha saputo apprezzarla e incoraggiarla con la passione che la contraddistingue riconoscendone un ruolo che non si limita al solo compito  mercantile, ma comprende attività di ricerca, studio e salvaguardia del patrimonio artistico, in particolare del territorio del Montefeltro, che l’accompagna fin dalla sua fondazione.»

Con questi presupposti la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato costituisce un evento importante per Pennabilli, ma anche per tutto il Montefeltro: la presenza di antiquari provenienti da tutte le regioni d’Italia e dall’Europa, di collezionisti, appassionati d’arte o semplici curiosi che approfittano dell’esposizione per conoscere una delle regioni più ricche di storia e testimonianze artistiche del nostro Paese, stimola e favorisce la partecipazione delle istituzioni e riceve appoggio e sostegno dalle attività imprenditoriali.

«Pennabilli Antiquariato cresce e si perfeziona anno dopo anno, fondendo il fascino della tradizione con le esigenze di un mercato moderno e dinamico: risultato frutto del lavoro continuo dell’Associazione promotrice che lavora senza soluzione di continuità. Terminata un’edizione ci si rimette in moto per la successiva poiché l’Associazione ha come unico scopo la Mostra e tutte le sue energie si convogliano su un impegno serio e attento che si concretizza:

nella ricerca degli espositori, sempre più vari per provenienza e merceologia, selezionati e competenti,

nella scelta delle opere esposte, oneste e certificate da una commissione di esperti,

nell’ideazione di una mostra collaterale con valenza di vero e proprio evento culturale di rilevanza nazionale,

nell’allestimento elegante e essenziale delle sale di Palazzo Olivieri,

nella messa a punto di alcuni servizi molto apprezzati dagli antiquari e dai visitatori in quanto rendono più confortevole la permanenza degli uni e la visita degli altri,

in un pacchetto di accordi con istituzioni museali e culturali al fine di promuovere il territorio e favorirne la conoscenza durante e dopo il periodo della mostra,

in convenzioni con iniziative eno gastronomiche locali.»

La collaterale che accompagna la 46ª edizione della Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato Città di Pennabilli si intitola “Dall’ombelico in su”.

«Sarà dedicata alle opere scultoree del maestro Ilario Fioravanti. L’idea è nata dal ricordo dell’amicizia che ha legato l’artista a Tonino Guerra, con cui aveva prospettato alcuni anni fa, quando il Poeta era ancora in vita, l’idea di una mostra a Pennabilli. Abbiamo voluto, con il supporto dello scrittore Salvatore Giannella, che era partecipe di quel progetto, realizzarlo finalmente. La mostra “Dall’ombelico in su” presenterà 40 sculture in terracotta di nudi femminili e una nutrita esposizione di sanguigne, che riproducono per lo più i bozzetti delle opere esposte.

 

INFO

Durata: 9 – 24 luglio 2016

Sede: Palazzo Olivieri, Piazza Montefeltro, Pennabilli RN

Inaugurazione: 8 luglio, ore 17,30

Orario: da lunedì a venerdì dalle 15 alle 20; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20,30

Espositori: 40

Ingresso: 10 euro

Sito internet: www.pennabilliantiquariato.net

Superficie espositiva: 2000 mq

Come arrivare: Pennabilli è raggiungibile in mezz’ora d’auto da Rimini e da Sansepolcro AR percorrendo la SS 258 Marecchiese

Organizzazione: Associazione Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato Città di Pennabilli – Salita Valentini 1 – 47864 Pennabilli RN – tel 0541 928578 – www.pennabilliantiquariato.netinfo@pennabilliantiquariato.net

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Antonio Vallardi editore

Porta Trionfale dell'ArenaInaugurata nel 1807 ad opera dell’architetto neoclassico Luigi Canonica, l’Arena della città di Milano fu teatro di una serie innumerevole di spettacoli teatrali, naumachie, corse di cavalli, giochi pirotecnici e sportivi. Questa splendida litografia magistralmente acquerellata ritrae l’uscita del pubblico dalla Porta Trionfale al termine di uno spettacolo; quello che vogliamo evidenziare è che questa stampa venne edita e distribuita da uno dei maggiori editori milanesi. Sul retro infatti vi è l’iscrizione A. Vallardi, via S. Margherita 9 in Milano.

Vallardi fu uno dei maggiori editori e stampatori italiani nel corso di quasi due secoli. Nel 1819 alla morte di Pietro Vallardi, la moglie Giuseppina Radaelli ne continuò l’attività specialmente per la vendita di stampe sacre. La aiutò il figlio Antonio Vallardi (nato nel 1813) che le succedette nel 1843 conservando il negozio in contrada Santa Margherita 1118 a Milano. La sede fu poi spostata in via Santa Margherita 9 avendo la ditta ampliato il commercio e la produzione di libri e stampe. Antonio Vallardi morì nel 1876 lasciando la ditta ai figli Pietro e Giuseppe che nel 1884 si trasferirono in via Moscova 4d in un nuovo stabilimento che si specializzò nella produzione di libri e stampe per la scuola e l’educazione dei giovani. Nel 1900 le oleografie venivano eseguite in via Moscova con la riproduzione dei disegni sulla pietra litografica e poi sullo zinco. Le oleografie riproducenti quadri storici sono databili tra il 1890 ed il 1900 ma rimasero in catalogo per diversi decenni. L’altra specialità dell’Antonio Vallardi furono le carte murali scolastiche e le stampe didattiche. Nel 1908 fu edificata la nuova sede di via Stelvio 22 che fu distrutta nel 1943 durante un bombardamento e ricostruita nel 1948. Le oleografie di grande formato edite da Antonio Vallardi sono fra le più originali prodotte in Italia e sicuramente ebbero una forte influenza sul gusto della oleografia perché erano diffusissime nelle scuole e nei luoghi pubblici. I soggetti storici disponibili erano più di venti, dai lontani episodi della storia d’Italia come ‘La battaglia di Legnano’ o ‘La morte di Ferruccio’ a quelli del Risorgimento e delle imprese di Garibaldi; si aggiunsero poi le battaglie delle campagne d’Africa. Molto popolari furono pure le oleografie tratte dai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Il nome dell’oleografo Malinverni figura sulla maggior parte dei fogli editi da Vallardi.